DEFIBRILLATORE NELLO STUDIO ODONTOIATRICO

defibrillatore studio odontoiatrico

Gli studi odontoiatrici, a seconda della regione in cui insistono, hanno obblighi di legge differenti. Uno in particolare è quello che regola la presenza del defibrillatore all’interno di uno studio odontoiatrico e della necessità di essere in possesso del corso BLSD.

In questo articolo affrontremo la questione defibrillatore – studio odontoiatrico in Regione Puglia.

La normativa

La normativa che ci riguarda è la numero 43 del 27-03-2020 pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione Puglia in cui viene ribadito nella sezione REQUISITI TECNOLOGICI che all’interno dell’ambulatorio odontoiatrico è presente:

  • almeno un apparecchio radiologico per radiografi e endorali;
  • un’autoclave per la sterilizzazione dello strumentario idonea alla sterilizzazione di dispositivi medici cavi e porosi;
  • riunito odontoiatrico in regola con le norme vigenti.
  • Vengono correttamente utilizzate le seguenti misure barriera : guanti monouso, visiere per la protezione degli occhi, naso, bocca oppure occhiali a lenti larghe e mascherina.
    Viene garantito per ogni utente l’util izzo di strum enti sterili e il materiale disinfettato o sterile viene adeguatamente conservato.

    “Deve essere presente l’attrezzatura essenziale per il pronto soccorso e per la rianimazione
    cardiopolmonare di base (pallone auto-espansibile e/o va e vieni per respirazione assistita, set di maschere facciali e cannule orofaringee, sfigmomanometro e fonendoscopio, laccio emostat ico siringhe e farmaci di pronto intervento, materiale per medicazione).
    Oltre alla dotazione di cui sopra, devono essere presenti: defibrillatore semi-automatico , pulsossimetro, aspiratore e strume ntazione per il monitoraggio dei parametri vitali.”

Corso BLSD per odontoiatri

Nella sezione REQUISITI ORGANIZZATIVI della stessa normativa si approfondisce invece il capitolo formazione che afferma quanto segue

Durante l’orario di apertu ra dello studio deve essere garantita la presenza di un operatore in possesso di idoneità all’uso del defibrillatore semiautomatico.”

Il corso che insegna ad utilizzare il defibrillatore e le tecniche di rianiamzione cardio polmonare è il corso BLSD.


Conclusione

Lo studio odontoiatrico in Regione Puglia ha l’obbligo di detenere un defibrillatore semiautomatico esterno DAE e garantire la presenza di personale formato al suo utilizzo.

Se sei un odontoiatra è hai bisogno di consulenza in materia di defibrillazione, o per sostituire placche scadute del tuo defibrillatore, sostituzione delle batterie perchè scadute, formazione accreditata contattaci cliccando qui.

Ti guideremo nella scelta del tuo defibrillatore evitandoti di incappare in fregature o apparecchi eccessivamente onerosi rispetto alle tue necessità.

Contattaci!

MANUTENZIONE DEL DEFIBRILLATORE: IN COSA CONSISTE?

MANUTENZIONE DEL DEFIBRILLATORE

DEFIBRILLATORE SEMI AUTOMATICO O MANUALE?

Per molti la differenza non è chiara quindi è opportuno fare una distinzione.

defibrillatore semiautomatico dae colegato su un manichino per rcp

I defibrillatori manuali sono quelli che sono presenti negli ospedali o utilizzati dal 118. Per intenderci quelli in cui i sanitari afferrano le placche (simili a dei ferri da stiro) e prima di erogare la scaricano ordinano a tutti di allontanrsi el momento dello shock gridano “scarica!”

In questo articolo parleremo dei defibrillatori semiautomatici DAE (simile a quello in foto), che sono quelli presenti nelle palestre, stabiimenti balneari, uffici pubblici, nelle piazze, ovvero in quei luoghi dove personale possibilmente addestrato con un corso BLSD possa essere in grado di utilizzarlo e intervenire.

In cosa consiste la manutenzione del defibrillatore?

Come molti altri strumenti che siamo abituati a sottoporre a controlli e verifiche come l’automobile o la caldaia, anche il defibrillatore necessita di manutenzione, anche perchè nell’ipotesi che si renda necessario il suo utilizzo deve essere pronto all’uso e performante.

Autotest

tutti i defibrillatori semi automatici, più comunemente chiamati DAE, hanno una funzione di autotest e autovalutazione della funzionalità.

Ciò vuol dire che in maniera periodica, alcuni anche ogni giorno, i DAE eseguono un controllo su se stessi per verificare che tutto funzioni correttamente. Nell’ipotesi che dovesse verificarsi un’anomalia, sarà il defibrillatore stesso a segnalarci tramite una spia luminosa o un suono che c’è qualche difetto nel funzionamento.

Manutenzione del defibrillatore: i consumabili

Sono comunemente chiamati consumabili i componenti del defibrillatore che vanno incontro a deterioramento e vanno sostituiti o ripristinati nella loro funzionalità. E si tratta delle placche, o elettrodi, e delle batterie. Vediamoli singolarmente

Placche del defibrillatore scadute

Per collegare il defibrillatore al paziente è necessario l’utilizzo delle placche (anche detti elettrodi) che vengono attacati al torace del paziente. Le placche sono 2, collegate tra loro da un cavo e sono adesive.

Sulla superficie interna delle placche, quella che andrà a contatto con il paziente è presente un gel che favorisce l’adesività e la conduzione della corrente. Col passare del tempo questo gel perde la sua funzionlità rendendo le placche non più performanti, e perciò le placche andranno sostituite.

Solitamente le placche sono garantite per 2 anni, trascorsi i quali le placche scadono.
È quindi fondamentale sapere se le placche del nostro defibrillatore sono a norma. Ed è di competenza del proprietario del DAE garantirne la funzionalità

Se vuoi sapere se le tue placche sono funzionanti o vanno sostituite puoi scriverci cliccando qui o mandarci una foto del tuo defibrillatore e delle placche (foto fronte e retro) anche via whatsapp, cliccando qui .

Batteria del defibrillatore

Altro componente del DAE che tende a consumarsi e a non mantenre il defibrillatore a norma è la batteria.

La durata delle batterie varia da un defibrillatore all’altro, solitamente hanno una durata di 5 anni., anche se alcuni hanno una garanzia di funzionamento di 6 anni.
Una batteria carica e operativa permette ovviamente al defibrillatore di accendersi, ma anche di erogare uno shock di intensità adeguata qualora dovesse essere utilizzato.

Alcuni DAE quando la batteria è scarica ce lo segnalano, altri no, quindi sarà nostra cura assicurarci della perfetta carica della stessa.

Anche in questo caso se hai bisogno di assistenza puoi contattarci cliccando qui.

Autorizzazione all’uso del Defibrillatore

Hai ricevuto l’autorizzazione all’uso del defibrillatore dopo aver partecipato ad un corso BLSD?

Se durante il corso non ti hanno mai parlato di quest’autorizzazione c’è qualcosa che non va.

Durante il corso BLSD, si impara ad eseguire il massaggio cardiaco, la disostruzione delle vie aeree e l’utilizzo corretto e in sicurezza del defibrillatore.
Una volta passato l’esame finale, riceverete il vostro attestato di operatore BLSD.

Ma c’è un’altra cosa che potrebbe interessarvi e si tratta dell’autorizzazione all’uso del defibrillatore.

L’autorizzazione all’uso del defibrillatore in Puglia è di esclusiva competenza del direttore della centrale operativa del 118 competente per territorio”

Autorizzazione all’uso del defibrillatore

Premessa: ogni regione è organizzata in maniera diversa. In questo articolo ci dedicheremo alla regolamentazione della Regione Puglia.

Come si fa ad ottenere l’autorizzazione all’uso del defibrillatore? Il centro di formazione che ha erogato il corso dovrà comunicare alla centrale operativa del 118 i nominativi dei partecipanti al corso e il numero di brevetto o matricola che hanno ricevuto. In questo modo la centrale operativa viene informata che il signor Mario Rossi, con il numero di matricola 123456, ha imparato le manovre e sa usare il defibrillatore.

Adesso la Centrale Operativa 118 secondo una regolamentazione regionale ha il compito di  rilasciare le autorizzazioni.

Può eseguire dei controlli a sorpresa durante lo svolgimento dei corsi, oppure può convocare i partecipanti nei giorni successivi al corso, e dopo un breve esame con simulazione di un intervento, può concedere o negare l’autorizzazione all’uso del defibrillatore.

Chi richiede l’autorizzazione?

Secondo delibera di giunta regionale l’autorizzazione la richiede il centro di formazione che vi ha erogato il corso (centro di formazione che deve essere accreditato) inviando comunicazione alle centrale operativa.

Elenco autorizzati all’uso del defibrillatore

L’immagine qui sotto è quella dell’elenco degli operatori blsd che a seguito del corso, hanno ricevuto l’autorizzazione all’uso del defibrillatore.

Per privacy abbiamo coperto i dati sensibili.
L’elenco è comunque consultabile sul sito della Regione Puglia

Da sinistra a destra troviamo

  • il nome del centro di formazione che ha erogato il corso (GOODFOR LAB);
  • il ruolo dell’operatore (laico o sanitario);
  • il tipo di corso
  • Il codice fiscale
  • il cognome
  • il nome
  • la data di nascita
  • la data in cui si è svolto il corso
  •  e nell’ultima colonna a destra (color pesca), il numero rappresenta il numero autorizzativo rilasciato dal 118

elenco autorizzati uso del dae regione puglia 118

Chi non necessità dell’autorizzazione e quanto dura?

Non tutti i partecipanti ai corsi di BLSD necessitano di autorizzazione, come ad esempio medici e personale infermieristico.

Per tutti gli altri operatori l’autorizzazione è necessaria, e la validità varia in base ai seguenti criteri:

  • 12 mesi per la defibrillazione intra-ospedaliera e per operatori di mezzi di soccorso;
  • 24 mesi per progetti di Defibrillazione Precoce e per la defibrillazione da parte della popolazione
    generale.

Defibrillatori nelle scuole: quali sono gli obblighi?

Devono esserci defibrillatori nelle scuole, per legge?

Abbiamo formato diversi docenti e personale operante nelle scuole che si è dotato di defibrillatori. Ma perchè alcune scuole sono dotate del DAE (defibrillatore semi automatico) e altre no?

Esiste una legge, il decreto Balduzzi, che indica quali sono i soggetti che obbligatoriamente per legge devono dotarsi di defibrillatori.
A livello nazionale l’obbligo è previsto per:

  • associazioni sportive professionistiche e dilettantistiche
  • studi dentistici
  • poliambulatori
  • In alcune regioni come la Puglia, gli stabilimenti Balneari.

La scuola non rientra in questo elenco, ma è uno di quei luoghi in cui la presenza di un defibrillatore è fortemente raccomandata.

La palestra della scuola

Quasi la totalità delle scuole possiede una zona adibita a palestra. Spesso queste palestre, specialmente nelle ore pomeridiane sono utilizzate da associazioni sportive, dilettantistiche o professionistiche. Queste associazioni come abbiamo già detto hanno l’obbligo di avere un defibrillatore.

Soluzione

Le associazioni sportive che usufruiscono della palestra della scuola, e la scuola stessa, possono decidere di comune accordo di condividere lo stesso defibrillatore. Non è quindi necessario possederne due, un defibrillatore nella scuola e uno in palestra. Hanno pieno diritto di acquistarne uno solo e condividerlo.

Se la scuola ne ha già uno può metterlo a disposizione della ASD che utilizza la palestra della scuola.

Se invece è l’associazione sportiva a possedere un DAE, la scuola può chiederne la condivisione.

Ovviamente sia il personale scolastico che quello delle associazioni sportive devono seguire un corso BLSD per imparare l’utilizzo dell’apparecchio.

Per avere maggiori informazione circa degli incontri da poter organizzare presso il tuo istituto o per scaricare e leggere il programma del corso di BLSD, valido a livello regionale sia per le scuole che per le associazioni sportive, clicca qui per leggere il programma.

Quali sanzioni sono previste in caso di mancata dotazione del DAE? Leggi l’articolo.

 

BLSD: gli OSS: quale corso devono seguire?

Gli OSS (operatori socio sanitari) hanno l’obbligo di essere formati al BLSD?

La legge che regola la formazione BLSD non parla di una formazione obbligatoria per il personale OSS.
Considerando che i corsi BLSD sono fortemente consigliati a tutta la popolazione, specialmente a chi opera in luoghi molto affollati o a rischio, come deve comportarsi un OSS?

Le procedure BLSD non sono altro che quelle manovre da mettere in pratica in caso di arresto cardiaco, ovvero il massaggio cardiaco, il sostegno della respirazione e dove può essere necessario, se disponibile, utilizzare un defibrillatore semi automatico (DAE) .

La legge più che altro si sofferma sul luogo di lavoro. In pratica la differenze non è tanto l’OSS, ma dove questo presta servizio.

Quale BLSD?

Come già spiegato in altri articoli esistono 2 tipi di BLSD: quello laico e quello sanitario, che differiscono per durata e quindi argomenti trattati.  

Il corso BLSD laico può andare più che bene per gli OSS che lavorano a domicilio del paziente. Mentre per coloro che lavorano in ospedale o cliniche sarebbe consigliato quello sanitario, sia per offrire un soccorso più completo, sia per un’uniformità di intervento con gli altri operatori presenti (medici e infermieri).

Inoltre in caso di lavoro nel servizio di emergenza urgenza 118, il corso blsd da possedere sarà quello sanitario, quindi valutate bene quali sono i vostri obiettivi lavorativi.

In ogni caso, affidatevi esclusivamente a centri di formazione accreditati presso la regione Puglia per i corsi di BLSD, come GOODFOR LAB.

Se sei interessato al corso BLSD laico clicca qui.

Se sei interessato al corso BLSd sanitario, clicca qui

Obbligo DAE: chi deve avere il defibrillatore?

Da diversi mesi per alcuni enti c’è l’obbligo del DAE.

Ma esattamente per quali soggetti c’è l’obbligo del DAE? È importante fare chiarezza perchè in caso di controlli degli enti preposti, si può essere soggetti a sanzioni e chiusura temporanea dell’esercizio.

Obbligo DAE a livello nazionale

Esiste una legge, prevista nel decreto Balduzzi, che regolamenta chi deve possedere un defibrillatore semiautomatico DAE.
Nella legge l’obbligo del defibrillatore è previsto per:

  • ASD (associazioni sportive dilettantistiche)
  • Società sportive professionistiche
  • Studi dentistici
  • Laboratori analisi – centro prelievi
  • Centri medici poli-specialistici
  • Case di cura accreditate
  • Stabilimenti balneari

Se ti riconosci in uno di questi enti, hai l’obbligo di possedere un DAE. In passato erano previste delle proroghe per mettersi a norma. Le proroghe sono ormai scadute.

Per quel che riguarda le associazioni sportive in particolare, le opzioni sono 2:

  • Opzione 1: le singole ASD acquistano per conto loro un defibrillatore.
  • Opzione 2: se più società sportive condividono gli stessi spazi (un palazzetto, uno stadio, etc) possono acquistarlo in condivisione. l’importante è che il defibrillatore sia accessibile sia durante gli allenamenti, sia durante le manifestazioni.

Il decreto Balduzzi prevede che oltre all’obbligo del DAE deve essere sempre presente un operatore BLSD, ovvero qualcuno che abbia conseguito un corso BLSD, e che quindi sia in grado di eseguire le manovre di rianimazione cardio polmonare e di utilizzare il defibrillatore.

Esistono molti enti che offrono formazione BLSD, non tutti sono riconosciuti. Prima di spendere soldi inutilmente assicuratevi che il centro di formazione a cui vi rivolgerete sia un centro di formazione accreditato presso la vostra regione di appartenenza.
Se cerchi un corso BLSD accreditato in Puglia puoi cliccare qui.

Stabilimenti balneari

Non tutti gli stabilimenti balneari hanno l’obbligatorietà del possesso del defibrillatore. Bisogna fare capo alla regolamentazione regionale. In Puglia, ad esempio, tutti gli stabilimenti balneari (che siano lidi, bar, ristoranti, o alberghi) devono dotarsi del defibrillatore.

Qual è il significato di “BLSD”?

Qual è il significato della parola BLSD?

Si sente parlare sempre più spesso dei defibrillatori e BLSD. Ma qual è il significato della parola BLSD?

BLSD è una sigla, ed è l’acronimo inglese di Basic Life Support & Defibrillation, che tradotto vuol dire Supporto alle Funzioni Vitali di base e Defibrillazione.

Questa è la traduzione, ma il reale significato di BLSD è: saper salvare una vita.

Ok, ma praticamente cosa significa BLSD

Le tecniche o manovre di BLSD si mettono in atto in presenza di una persona colpita da arresto cardiaco (l’arresto cardiaco è diverso dall’infarto, non confondiamoli), e possono essere applicate sull’adulto, sui bambini e nei lattanti.

Quando una persona è colpita da arresto cardiaco sono compromesse le sue funzioni vitali di base ovvero il respiro e la circolazione sanguigna. Il primo organo che subisce danni in caso di arresto cardiaco è il cervello, perchè ha bisogno di ossigeno per funzionare, e durante l’arresto cardiaco non glie ne arriva più, e se per un certo periodo di tempo (10 minuti circa) il cervello non è ossigenato, le cellule cerebrali iniziano a morire e non sarà più possibile rigenerarle. 

In caso di arresto cardiaco gli scenari possibili sono 3

  • La persona e non sopravvive a prescindere.
  • La persona non viene soccorsa e sopravvive riportando danni cerebrali permanenti
  • La persona viene soccorsa e sopravvive senza riportare danni cerebrali.

Entro 10 minuti, un massaggio cardiaco effettuato in maniera corretta può portare alla sopravvivenza del ferito evitando danni cerebrali permanenti. 10 minuti passano in fretta, e per tale motivo in caso di arresto cardiaco è importante intervenire subito allertando i soccorsi (112 o 118) e iniziando a praticare il massaggio cardiaco ed utilizzare un defibrillatore se lo abbiamo a disposizione.

Il defibrillatore lo può usare chiunque?

Esistono 2 tipi di defibrillatore.
Il defibrillatore manuale e il defibrillatore semi automatico (DAE, o AED in inglese).

Abbiamo trattato l’argomento in questo articolo. Dagli un’occhiata cliccando qui.

Se cerci un corso BLSD per l’uso del defibrillatore puoi cliccare qui.

In azienda o nella tua associazione, o ASD hai un defibrillatore? Quali responsabilità penali ci sono in caso di utilizzo?

Hai un defibrillatore (DAE) in azienda o nella tua società sportiva, o hai intenzione di comprarne uno. Quali sono le responsabilità penali in caso di utilizzo del dispositivo?

responsabilità per l'uso del defibrillatore nelle aziende o nelle associazioni

Obblighi di legge, progetti PAD (Public Access Defibrillation), diffusione dei DAE in luoghi pubblici. È aumentata la consapevolezza circa l’importanza della defibrillazione in caso di arresto cardiaco. La disponibilità dei defibrillatori potenzialmente mette tutti nelle condizioni di averne uno a disposizione in palestra, in azienda o nella farmacia o centro commerciale più vicino.

Ma se qualcuno usa un defibrillatore, ci sono responsabilità penali in cui può incorrere?

Chi può usare il defibrillatore?

la legge del 3 aprile 2001, n. 120, articolo unico, è molto chiara:

“È consentito l’uso del defibrillatore semiautomatico in sede extraospedaliera anche al personale sanitario non medico, nonché al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare.”

Detto più semplicemente, chiunque, con l’adeguata formazione BLSD, può utilizzare un defibrillatore in caso di arresto cardiaco.
Esistono corsi di BLSD rivolti a personale sanitario o che si occupano di soccorso (medici, infermieri, sanitari, bagnini, soccorritori, etc), e corsi rivolti a personale cosiddetto “laico”, cioè non sanitario.

Personale laico può essere il dipendente di un’azienda, l’associato di una ASD, o un semplice cittadino che vuole imparare le manovre di rianimazione cardio polmonare e l’uso del Defibrillatore (DAE).

E se ho un defibrillatore a portata di mano ma non ho fatto il corso BLSD, che faccio? Lo uso o no?

Considerando che una persona colpita da arresto cardiaco è in pericolo di vita, e più tardi si interviene più aumenterà la probabilità che quella persona non sopravviva, appare evidente che è fondamentale intervenire il prima possibile.

massaggio cardiaco con elettrodi defibrillatore

Ma se in presenza di una persona in arresto cardiaco, è disponibile nelle vicinanze un defibrillatore ma non c’è nessuno che abbia seguito un corso di BLSD, cosa succede penalmente all’operatore che nel tentativo di salvare una vita utilizza un defibrillatore senza essere formato al suo uso?

La diagnosi clinica non viene fatta dall’operatore, ma dal defibrillatore. Chi usa il DAE non dovrà fare nessuna diagnosi. Quindi non sarà mai possibile dare all’operatore una responsabilità medica. La legge infatti dice che

“…l’operatore che somministra lo shock elettrico con il defibrillatore semiautomatico è responsabile non della corretta indicazione alla defibrillazione, che è decisa dall’apparecchio, ma della esecuzione di questa manovra in condizioni di sicurezza …”.

Durante l’uso del defibrillatore l’operatore dovrà solo assicurarsi che né lui né nessun altro tocchi il paziente durante l’erogazione della scarica elettrica. Ti ricordo che il defibrillatore “parla”perchè una voce guida ti dirà di “non toccare il paziente”. È difficile sbagliare.

Stato di necessità

Se si arriva ad usare un defibrillatore è perchè si sta cercando di salvare una vita, quindi si agisce in buona fede.
Vi faccio un esempio: durante un massaggio cardiaco è probabile che si fratturino delle costole. La rottura delle costole la possiamo considerare un incidente di percorso secondario, perchè rotte nel tentativo di salvare la vita ad una persona destinata a morte certa. Anche in casi come questo la legge (articolo 54 del codice penale) è molto chiara:

“non responsabile penalmente colui che ha commesso un fatto, essendovi costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona”.

Omissione di soccorso

L’omissione di soccorso è un qualcosa di cui si sente parlare spesso, ma la maggior parte delle volte in maniera errata. Leggiamol’articolo 593 del codice penale:

“Chiunque, trovando un corpo umano che sia o sembri inanimato, ovvero una persona ferita o altrimenti in pericolo omette di prestare l’assistenza occorrente o di darne immediato avviso all’ Autorità è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 2500 euro.” 

Il sanitario ha l’obbligo di intervenire fisicamente, cioè di prestare soccorso vero e proprio. Il laico invece ha l’obbligo di legge di dare l’allarme, chiamando il 118 o il 112 o il 115 o qualsiasi numero di emergenza. Sarà poi una scelta personale quella di intervenire, facendo il massaggio cardiaco o utilizzando il defibrillatore.

Ciò vuol dire che in presenza di una persona inanimata, chiunque può usare un defibrillatore se si trova a come previsto dall’articolo 593 del codice penale.

La formazione BLSD è importante perchè imparerete come si esegue il massaggio cardiaco e come funziona e “ragiona”  il defibrillatore.

Quali sono allora i rischi quando si utilizza un defibrillatore?

Nessun Rischio!
Perchè le istruzioni vocali del defibrillatore sono ben chiare, ed è il defibrillatore stesso ad avere l’onere della diagnosi medica.
Dal punto di vista penale l’operatore non rischia nulla, perchè trattasi di personale laico (o soccorritore occasionale), che sta soccorrendo una persona in pericolo di vita. In caso di danni provocati da manovre salvavita, come il massaggio cardiaco o l’utilizzo del defibrillatore la legge ci tutela.

Trovi altre informazioni importanti sui defibrillatori sul nostro blog.

Se stai cercando un corso BLSD accreditato alla Regione potrebbe interessarti:

corso blsd accreditato presso la regione puglia per aziende e associazioni

Manutenzione del defibrillatore: a chi spetta?

Avete Comprato un defibrillatore e avete seguito il corso BLSD. E Adesso? Di chi è la responsabilità del defibrillatore?

Prima di addentrarci nei dettagli liberiamoci da un peso: la manutenzione del defibrillatore è una cosa semplicissima!

A CHI SPETTA LA MANUTENZIONE DEL DEFIBRILLATORE

Facciamo un esempio per semplificare.
La tua azienda (20 dipendenti) ha acquistato un defibrillatore (DAE).
Dei 20 dipendenti ne sono stati formati alle manovre di BLSD e all’utilizzo del defibrillatore, in tre.
Tocca a chi ha seguito il corso di BLSD farsi carico della manutenzione del defibrillatore? NO.

La legge che regolamenta l’uso dei defibrillatori fa riferimento alla singola azienda o società.
Ovvero se un azienda o un ente ha acquistato un defibrillatore, o gli è stato donato, è responsabilità della stessa azienda che lo possiede, o dell’ente che lo ha ricevuto in dono, garantire la manutenzione del defibrillatore e del suo corretto funzionamento.

Spesso la manutenzione del defibrillatore viene affidata a chi ha partecipato al corso di BLSD, perchè ha acquisito dimestichezza con l’apparecchio e sa dove mettere le mani.

CHE VUOL DIRE FARE MANUTENZIONE?

La maggior parte dei defibrillatori ha un sistema di auto check. Ovvero giornalmente, settimanalmente o mensilmente (la frequenza può variare da modello a modello), il defibrillatore fa un’autoanalisi, ovvero controlla se c’ qualche anomalia o malfunzionamento, o se il dispositivo è perfettamente funzionante.

Qualora dovessero esserci problemi, sarà il defibrillatore a segnalarvi con una spia o un suono che c’è un problema.
Non starà a voi capire qual è il problema ma dovrete solo farlo presente alla ditta che vi ha venduto il defibrillatore.

ATTENZIONE A ELETTRODI E BATTERIE

Gli elettrodi e le batterie del defibrillatore sono le due cose a cui porre maggiore attenzione.

Gli elettrodi (o placche, o piastre) contengono al loro interno un gel che favorisce la conduzione della scossa.
Questo gel col tempo perde le sue proprietà rendendo quindi le piastre non più utilizzabili.
Setto più semplicemente, gli elettrodi del defibrillatore hanno una scadenza. Una volta scadute vanno sostituite.

Nella confezione in cui sono contenute le piastre c’è la data di scadenza.
Solitamente il defibrillatore è posizionato in luoghi a vista. Il mio suggerimento è di scrivere in un punto visibile, su di una etichetta adesiva, la data di scadenza delle piastre, in modo da averla sempre a vista.

Per quel che riguarda le batterie, anche queste dopo un po’ di anni tenderanno ad esaurire la loro carica.
Anche in questo caso sarà il defibrillatore a segnalarvi che le batterie potrebbero essere esaurite, con una spia o con un segnale acustico. In questo caso contattate l’azienda produttrice e saranno loro a provvedere alla sostituzione delle batterie.

DAL PUNTO DI VISTA AMMINISTRATIVO

Il regime sanzionatorio non è ancora definito per ragioni di competenza tra lo Stato e le Regioni.
E’ possibile comunque indicare in questa fase quanto stabilito dalla Regione Toscana:

  • L’inosservanza dell’obbligo di dotazione del defibrillatore comporta la chiusura dell’attività fino alla regolarizzazione;
  • L’assenza di personale abilitato durante l’orario di apertura e l’inosservanza degli obblighi di formazione comporta a carico dei soggetti gestori una multa che va da un minimo di 2.500 euro a un massimo di 5.000 euro;
  • La mancata manutenzione periodica dei defibrillatori comporta una sanzione tra i 1.000 e i 2.000 euro.

RICAPITOLANDO

  • I defibrillatori fanno automaticamente un controllo (auto check) per capire se ci sono anomalie.
  • Controllate la data di scadenza degli elettrodi e segnatela in un luogo visibile.
  • Controllate che sui display del defibrillatore non siano accese spie luminose o che emetta dei bip, in caso contrario potrebbe esserci qualche anomalia.

Se vuoi avere informazioni sul BLSD, clicca qui

Se vuoi avere altre info sui defibrillatori e sui suoi costi, clicca qui

Defibrillatori nelle società sportive: quali sono gli obblighi

DEFIBRILLATORI NELLE SOCIETÀ SPORTIVE

Dopo una lunga serie di rinvii, è entrata in vigore la legge che stabilisce obbligo del defibrillatore per le associazioni sportive, dilettantistiche e professionistiche.
In questo articolo spiegheremo quali sono questi obblighi.

Per sapere il costo di un defibrillatore, e cosa chiedere prima di avere fregature, clicca qui.
Se invece vuoi informazioni sui corsi BLSD per utilizzare il defibrillatore, clicca qui.

CHI HA L’OBBLIGO DI DETENERE IL DEFIBRILLATORE?

Al momento l’obbligo del defibrillatore è rivolto alle società sportive, sia dilettantistiche che professionistiche, e gli stabilimenti balneari in alcuni regioni (in Puglia ad esempio).

DEFIBRILLATORI NELLE SOCIETÀ SPORTIVE: QUALI OBBLIGHI

Prima di tutto è importante dire che ci sono alcune società sportive sono esentate ad avere il defibrillatore, e sono Le attività sportive dilettantistiche a basso sforzo cardiaco . Le attività citate nel Decreto Balduzzi sono: bocce (escluse bocce in volo), biliardo, golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport di tiro, giochi da tavolo e sport assimilabili.
Queste società non hanno alcun obbligo.

La manutenzione e la dotazione del defibrillatore ricade sulle singole società sportive, ma società sportive che condividono e operano nello stesso impianto sportivo possono associarsi nell’acquisto del defibrillatore.
Lo stesso vale per le palestre delle scuole che sono utilizzate da società sportive esterne. Queste ultime possono utilizzare il defibrillatore della scuola.

La presenza del defibrillatore deve essere garantita durante lo svolgimento di manifestazioni sportive, tornei o concorsi o manifestazioni.

L’impianto che ospita la manifestazione  deve garantire la presenza del defibrillatore e di personale formato (per personale formate si intende personale sanitario o che abbia seguito un corso BLSD (clicca qui per info sui corsi BLSD).

SANZIONI

Le sanzioni variano da regione a regione, quindi è molto difficile fare un quadro generale.
Per darvi un’idea vi riportiamo quanto legiferato dalla regione Toscana:

  • L’inosservanza dell’obbligo di dotazione del defibrillatore comporta la chiusura dell’attività fino alla regolarizzazione;
  • L’assenza di personale abilitato durante l’orario di apertura e l’inosservanza degli obblighi di formazione comporta a carico dei soggetti gestori una multa che va da un minimo di 2.500 euro a un massimo di 5.000 euro;
  • La mancata manutenzione periodica dei defibrillatori comporta una sanzione tra i 1.000 e i 2.000 euro.

Da punto di vista penale:

  • In caso di decesso dell’infortunato per mancata disponibilità o funzionamento del defibrillatore, si potrebbe prevedere l’applicazione dell’art. 589 c.p. il quale stabilisce che “Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.”

CONCLUSIONI

Esiste una legge che obbliga alla dotazione dei defibrillatori. E a questo non ci si può opporre.
È importante ricordare che il defibrillatore è uno strumento salva vita, e non bisogna affidarsi a strumenti che non danno sicurezza.
Siate oculati nei vostri acquisti, sia per quel che riguarda l’apparecchio, sia per la formazione. Non vi fidate di chi vi offre corso e apparecchio molto bassi. Rischiate di acquistare un defibrillatore di scarsa qualità, con costi di manutenzione altissima o di seguire un corso che non è riconosciuto o non è svolto correttamente.

Maggiori informazioni sul BLSD cliccando qui.