Qual è il costo di un defibrillatore?

Dal 1 Gennaio 2017, sarà obbligatorio per le società sportive dilettantistiche possedere un defibrillatore semiautomatico e persone formate al suo utilizzo. Prima di fare acquisti avventati cediamo insieme cosa influisce sul costo del defibrillatore e come evitare di spendere più del necessario. (Cliccando qui trovi il testo della legge)

Defibrillatore per le società sportive: è un obbligo.

È un’ulteriore spesa da sostenere, è vero, ma prima di fare questo investimento, è meglio sapere cosa acquistare evitando di avere fregature.
Un defibrillatore andrà acquistato: meglio prenderne uno che dia garanzia e non acquistarne uno che tra qualche hanno dovremo cambiare.

Defibrillatore in palestra: perchè?

Le morti per arresto cardiaco sono tantissime, e ogni giorno in Italia, tantissime persone, allenate o meno, adulti e bambini, vengono colpiti da arresto cardiaco improvviso.
Quando una persona viene colpita da arresto cardiaco, se non soccorsa in tempo, muore. Non si riprende da sola. Quindi è importante fare qualcosa e farla subito.

Perchè dopo 10 minuti i danni cerebrali saranno irreversibili. Ed è importante che tutti sappiano come comportarsi perchè il tempo di percorrenza medio di un’ambulanza in ambiente urbano è di 8 minuti, sempre che l’ambulanza non sia impegnata in un altro intervento.

Se fate i conti capirete bene che aspettare l’intervento di personale sanitario non basta.

Cosa influisce sul costo di un defibrillatore: guida all’acquisto.

Esistono molti defibrillatori in commercio. Non tutti purtroppo sono validi e non dovrebbero neanche essere commercializzati. Su internet ne potrete trovare tantissimi a prezzi molto bassi. Forse troppo bassi.
Siate accorti.
È vero, potete risparmiare, ma ricordatevi che state comprando uno strumento salva vita. Evitate come è già successo purtroppo, di acquistare defibrillatori che al momento dell’uso non funzionano.

Quali informazioni chiedere:

  • Chiedete la garanzia che durata ha (e soprattutto se ne esiste una!)
  • Chiedete come funziona l’assistenza (e soprattutto se ne esiste una!)
  • Chiedete la manutenzione che costi ha (esistono defibrillatori da 600 € e la sostituzione delle batterie costa 400€. Un po’ costose queste batterie eh’)
  • Tempi di consegna e sostituzione degli elettrodi (gli elettrodi sono monouso e hanno una scadenza)
  • Possibilità di aggiornare il software
  • Chiedete se è bifasico (esistono quelli monofasici, che sono meno efficaci)
  • In quanto tempo scarica lo shock
  • Chiedete se ha un sistema di feedback (quelli con feedback vi guidano passo passo e vi correggono se fate un massaggio cardiaco non corretto).

Le ditte serie, che producono defibrillatori seri, esistono.
C’è ZOLL, c’è PHILIPS, c’è LAERDAL,  c’è LIFEPACK solo per citarne alcune.

Queste sono tra le marche presenti nelle ambulanze e negli ospedali.
Un motivo ci sarà.

Il 2015 ha decretato ZOLL il migliore tra i defibrillatori semiautomatici, se vi interessa leggere perchè potete cliccare qui.

Uso del defibrillatore: il corso BLSD
Per utilizzare il DAE è richiesto un corso, il BLSD.
È un corso della durata di 5 ore, diviso tra teoria e pratica (più pratica che teoria) dove viene insegnato come riconoscere una persona colpita da arresto cardiaco, come effettuare correttamente la rianimazione cardio polmonare, la manovra di disostruzione delle vie aeree come si utilizza il defibrillatore.

Imparerete manovre che vi potranno tornare utili a casa, a lavoro e per strada, anche se non avete un defibrillatore con voi, avrete gli strumenti per mantenere in vita una persona.

Maggiori informazioni sul corso BLSD cliccando qui.

Se sei già in possesso di un defibrillatore ti suggeriamo di leggere questo approfondimento relativo alla manutenzione.
Il costo del defibrillatore può dipendere anche da questo!

Primo Soccorso e BLSD: differenze

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Spesso mi sento chiedere:
-Dottore, quando organizza il prossimo corso di primo soccorso mi faccia sapere, perchè lo devo seguire per imparare a usare il defibrillatore.

In realtà il defibrillatore (DAE) si impara ad usarlo seguendo un corso di BLSD.

Spesso Primo soccorso e BLSD vengono confusi.
In questo Video vi spiego alcune piccole differenze tra i due corsi:

CORSO BLSD ADULTO E PEDIATRICO

corso blsd bari

CORSO BLSD ADULTO E PEDIATRICO

Il nostro corso BLSD è accreditato Regione Puglia e Riconosciuto 118.

Partecipando al corso BLSD imparerai a:

  • Riconoscere una persona in arresto cardiaco.
  • Allertare il sistema di emergenza urgenza 112 e 118
  • Eseguire le manovre di rianimazione cardio polmonare e il massaggio cardiaco enll’adulto e in età pediatrica
  • utilizzare il defibrillatore semi automatico esterno DAE (o AED)
  • Le manovre di disostruzione nell’adulto
  • Le manovre di disostruzione pediatrica

Un nuovo passatempo in aeroporto

Quante volte vi è capitato?
A me tantissime.
Essere in aeroporto e attendere diverse ore in attesa della coincidenza. E allora che fai? Cominci leggendo un giornale che qualcuno ha lasciato su una panchina, ti aggiri disinteressato nel duty free shop dell’aeroporto guardando calamite, souvenir e profumi. Hai coperto 2o minuti abbondanti del tuo tempo di attesa.
E adesso?
Adesso puoi anche passare il tempo esercitandoti sulle manovre di rianimazione cardio polmonare.
Come?
Con i chioschi CPR training, che l’American Heart Association (AHA) in collaborazione con la Anthem Foundation ha installato in diversi aeroporti.

I chioschi sono muniti di mezzi busti per fare una sessione di 30 secondi di massaggio, con la valutazione delle qualità della performance. Lo stesso sistema che è presente a GOODFOR LAB. Dove istante per istante il software ti comunica se stai facendo un buon lavoro o se devi, per esempio, aumentare la velocità o diminuire la profondità del massaggio.

Insomma una bella idea che forse un giorno vedremo anche nei nostri aeroporti!

Perchè i manichini per le esercitazioni hanno quella faccia lì?

I MANICHINI BLSD E PRIMO SOCCORSO HANNO SEMPRE LA STESSO VOLTO. PERCHÈ?

A molti di voi sarà capitato almeno una volta di utilizzare o anche soltanto guardare un manichino di quelli utilizzati per esercitarsi nelle tecniche di rianimazione o nei corsi di BLSD.

A noi ovviamente capita molto spesso. Ci si potrebbe chiedere “perchè a quei manichini hanno dato un volto?”. Alla fine sono soltanto dei pupazzi di plastica su cui la gente si deve esercitare, premendo sul petto, sollevandoli e girandoli. A che serve dargli un volto se sono soltanto grossi pezzi di plastica senz’anima.
E qui sta l’errore. Perchè si sono di plastica, ma un’anima in realtà ce l’hanno.

C’È UN MOTIVO SE I MANICHINI DI PRIMO SOCCORSO HANNO QUEL VOLTO Lì!

La ragazza della Senna.

Era il 1880, siamo a Parigi, e dalle fredde acque della Senna viene estratto il corpo esanime di una ragazza. Il suo corpo non ha segni di violenza e si ritenne che la giovane donna si sia suicidata.

La cosa che colpì non fu il tentato suicidio, ma che tutti rimasero colpiti dalla bellezza del suo volto e dall’espressione che aveva conservato, un leggero sorriso che molti paragonarono a quello della monna lisa.

L’identità della donna era ignota, e come da prassi ne venne fatto un calco, in modo da poterlo mostrare se qualcuno ne avesse denunciato la sua scomparsa.Il corpo venne esposto nella speranza che qualcuno riconoscendola avesse potuto darle un nome e successivamente degna sepoltura.
La storia della fanciulla attirò nei giorni successive centinaia di curiosi, tra cui poeti e artisti di ogni tipo che restavano affascinati dalla bellezza di quel volto sorridente, e scrissero e raccontavano di lei.

 Il signor Laerdal

Nel 1958, cento anni dopo, un medico austriaco mette a punto delle innovative tecniche di rianimazione alquanto complesse che necessitano di pratica per essere perfezionate, ed entra così in contatto con  il sig. Asmund Leardal di Stavanger, Norvegia, commissionandogli un manichino su cui addestrarsi.
Il signor Laerdal fabbricava giocattoli e sopratutto bambole, e nel corso degli anni si era perfezionato nel dettaglio dei volti delle sue opere, e credeva che utilizzando un manichino di dimensioni naturali e il più vicino possibile alla realtà, gli studenti sarebbero stati più motivati ad apprendere le nuove tecniche.

Laerdal conosceva la storia della fanciulla trovata morta a Parigi quasi 100 anni prima e decise che il suo manichino avrebbe avuto le sue fattezze.
Laerdal diede al suo manichino un nome, Anne, di fantasia, e un volto, quello della ragazza della Senna, reale.

Da quel giorno migliaia di persone si sono esercitati e continuano a farlo, utilizzando il manichino Anne.

E il suo volto da un ‘anima a quel corpo di plastica,  e un significato a quel sorriso.
Il sorriso di chi sa che a perso la propria vita, ma che sta insegnando a tante persone come salvarne altre.

Se vuoi approfondire e avere più info sui corsi BLSD, clicca qui.

Se vuoi sapere cosa è un corso BLSD clicca qui.

Qui trovi la pagina della LAERDAL, vedrai i volti di tutti i suoi manichini, sono uguali.

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