Ambulanza: quanti tipi ne esistono?

Quanti tipi di ambulanza esistono?

Sono 2 i tipi riconosciuti, e la distinzione è regolamentata dal Decreto Ministeriale 553 del 1987, che ne individua due tipologie:

  • tipo A: Ambulanza, o meglio, autoambulanza di soccorso con dotazione per il trasporto di infermi o infortunati e per il servizio e le attività di pronto soccorso
  • tipo B: ambulanza per il trasporto di infermi o infortunati, con dotazioni per il primo soccorso.

Quella che avete appena letto vale in Italia, mentre in Europa troviamo 3 diversi tipi di ambulanza

  • tipo A:  adibita e attrezzata al trasporto di pazienti non gravi, divisa in tipo A1 o A2. Tale distinzione indica se possono essere trasportate 1 o più pazienti;
  • tipo B: è l’ambulanza per il pronto soccorso ed il servizio di emergenza 118/112 quindi destinata al trasporto e al trattamento di pazienti gravi
  • tipo C:  è una vera e propria unità mobile di terapia intensiva, per il trasporto, monitoraggio e trattamento avanzato di pazienti gravi.
    Dotazioni dell’ambulanza

Un’ulteriore classificazione dei mezzi di trasporto sanitari viene fatta in base all’equipaggio presente a bordo dell’ambulanza e alle strumentazioni presenti nel mezzo. Distinguiamo quindi:

  • MSB (Mezzi di Soccorso di Base).  Il personale a bordo è costituito da soli soccorritori, uno dei quali è l’autista, ovviamente. Devono essere presenti almeno 2 operatori, le disposizioni di alcune regioni ne richiedono almeno 3 e devono essere in possesso della qualifica di soccorritori e avere seguito per lo meno dei corsi di BLSD e uso del defibrillatore e possibilmente un corso sulla gestione del trauma. 
  • MSI o MSAB (Mezzi di Soccorso Intermedio o Avanzato di Base) oltre ai soccorritori a bordo del mezzo è presente infermiere;
  • MSA (Mezzi di Soccorso Avanzato): a bordo di quest’ambulanza sono presenti soccorritore, medico e infermiere.

Dispositivi sonori e lampeggianti

Tutte le ambulanze devono essere dotate obbligatoriamente della sirena e di lampeggiante di colore blu come indicato nell’articolo 177 del codice della strada.

Patente ambulanza: facciamo chiarezza

Patente Ambulanza: esiste davvero e quando è necessaria?

Le figure che si possono trovare a bordo di un’ambulanza sono 4:

  • Medico
  • Infermiere
  • Soccorritore
  • Autista soccorritore

Per quel che riguarda le prime due, medico e infermiere, esistono dei percorsi di laurea ben specifici, per quel che riguarda il soccorritore abbiamo scritto un articolo dedicato, che trovi qui.

Resta l’autista soccorritore. Come si diventa autista soccorritore e sopratutto, è necessaria una particolare patente per l’ambulanza che si andrà a condurre?

PER DIVENTARE AUTISTA SOCCORRITORE SERVE UNA PATENTE PER L’AMBULANZA?

La risposta è dipende.
Le ambulanze non sono altro che dei furgoni (tipo fiat ducato, Ford Transit, Renault Traffic e tanti altri) il cui abitacolo posteriore viene allestito come un vano sanitario dove andrà la barella e tutti i dispositivi medicali tipici delle ambulanza.

Come forse già sai, questi tipi di furgoni possono essere guidati con la patente di tipo B. Ovvero la patente che la maggior parte di noi possiede perchè è la stessa che serve per guidare una normale autovettura.

Esistono dei casi in cui è necessaria una particolare patente per l’ambulanza, come nel caso delle Croce Rossa. Le ambulanze delle Croce Rossa infatti hanno una targa particolare (CRI) e quindi necessitano di una patente diversa.

AMBULANZE 118

In molte regioni italiane il servizio 118 è svolto dalle associazioni di volontariato, appartenti ad enti Come ANPAS, MISERICORDIA, etc. Questo tipo di associazioni non hanno delle targhe di ambulanza come quelle della Croce Rossa, quindi non richiedono una patente particolare.

Basta solo la Patente di tipo B.

Avere la Patente B è l’unico requisito per guidare l’ambulanza?

La risposta è no.
Servono degli altri requisiti.
Abbiamo scritto un articolo sui requisiti da possedere per diventare autista di ambulanza.
Puoi leggere l’articolo cliccando qui.

 

Corso Guida Sicura Veicoli di Emergenza per Autista Soccorritore

GSVES –CORSO PER AUTISTA SOCCORRITORE

Ultimo appuntamento del 2019 con il COES Italia.
Corso GSVES – Guida Sicura dei Veicoli di Emergenza Sanitaria.
Per scaricare il programma clicca qui.

Per iscriverti e partecipare clicca qui, troverai il modulo di iscrizioni da compilare e inviare. Iscriviti

Ecco i dettagli del corso

Quando

26-27-28 Settembre 2019

Durata

3 giorni con inizio alle 8.30 fiano alle 17.30

Dove

GOODFOR LAB – SP 231 km. 2.5 (EX SS 98) Bitonto (BA)
Per visualizzare la mappa clicca qui

Iscrizione

Per partecipare è necessaria l’iscrizione.
Per iscriversi compilare il modulo che troverete cliccando qui. I posti sono limitati.

Requisiti autista di ambulanza: come posso diventare autista soccorritore?

Quali sono i requisiti per diventare autista di ambulanza e conducente dei mezzi di soccorso?

Diventare autista di ambulanza prevede conoscenze teoriche e pratiche e un percorso formativo da seguire.
Ma quali sono i requisiti per diventare autista di ambulanza?
In questo articolo ti spieghiamo quali titoli devi possedere.

Requisiti Autista Ambulanza

  1. Aver compiuto 21 anni di età;
  2. Possedere patente di guida B da almeno 2 anni
  3. Essere in possesso del titolo di soccorritore.
  4. Avere almeno 5 anni di dipendenza da una ODV (organizzazione di volontariato), o presso aziende private o cooperative come autista di ambulanza.

Sui punti 1 e 2 non ci soffermiamo. Vediamo gli altri 2

Essere un soccorritore

Diventare autista di ambulanza non vuol dire solo condurre il mezzo dal punto A al Punto B, o da un ospedale all’altro.
L’autista soccorritore deve conoscere i fondamenti del soccorso, e per tale motivo deve aver conseguito il titolo di soccorritore. I corsi di soccorritore vengono organizzati dalle ASL ed espletati dalle associazioni di volontariato.

Il consiglio è quello di rivolgerti ad una delle tante associazioni di volontariato presenti nella tua città.
A loro infatti è concesso organizzare i corsi da soccorritore (il nome corretto di questo tipo di corso è: Corso formativo teorico‐pratico per soccorritore, addetto ai mezzi di trasporto e soccorso di feriti e infermi).

La durata del corso è : prevede 50 ore di formazione teorica e 100 ore di tirocinio pratico (in regione Puglia questa è la durata).
Le 100 0re di tirocinio pratico dovranno essere così suddivise:

  • 50 ore in pronto soccorso
  • 50 ore presso le associazioni di volontariato.

Al termine del corso il partecipante dovrà aver superato un esame finale ed essere valutato da una commissione
Superato l’esame finale avrete il titolo di soccorritore

Attenzione: possono esserci differenze da regione a regione, ma tendenzialmente il percorso da seguire è sempre questo. Informati su come è organizzato il servizio nella tua regione.

Una volta ottenuto il titolo da soccorritore, e se in possesso della patente B da almeno 2 anni, e avendo compiuto 21 anni di età avrete i requisiti per essere autista di ambulanza.

Ora che ho i requisiti per essere autista di ambulanza, dove posso lavorare?

Una volta in possesso dei requisiti per essere conducente di ambulanza, puoi iniziare a lavorare per le ODV (organizzazioni di volontariato, o nel privato, in cooperative  o cliniche private).

Se vuoi lavorare nel pubblico, ad esempio se ambisci ad essere assunto da una ASL, dovrai partecipare ad un concorso, e devi aver maturato 5 anni di lavoro nel ruolo di autista di ambulanza. Ad esempio puoi partecipare se sei stato assunto da una ODV dove hai lavorato per almeno 5 anni.

Abbiamo specificato “essere assunto”. Vuol dire che se sei stato volontario presso una ODV per 5 anni, non puoi accedere al concorso. Perchè hai svolto la mansione come volontario e non come dipendente.

E se sono un OSS?

Il corso OSS non sostituisce il corso da soccorritore.
Se si è in possesso del titolo di OSS bisognerà comunque seguire il corso da soccorritore e seguire il percorso formativo descritto prima.

Perchè dovrei seguire il corso GSVES- Guida sicura dei veicoli emergenza sanitaria?

Il corso da soccorritore prevede una formazione sul soccorso. Le mansioni dell’autista sono anche altre. C’è la responsabilità del mezzo e del suo equipaggio, la manutenzione, le responsabilità civili e penali derivanti dal codice della strada e tanto altro.

il Corso GSVES – Guida sicura dei veicoli di emergenza sanitaria, è un corso intensivo di 3 giorni dedicato esclusivamente alla professione del conducente di ambulanza. Utile per chi si affaccia a questa professione e chi ha già esperienza nel mondo del soccorso anche come autista.


Puoi trovare maggiore informazioni su questo corso cliccando qui.

Autisti soccorritori, Lettera al ministro della Salute Grillo

Autisti soccorritori – Lettera aperta al ministro della Salute Giulia Grillo

Riportiamo il comunicato che è stato pubblicato integralmente come contributo esterno.
Questo comunicato non è stato scritto dalla redazione di GOODFOR LAB, ne riportiamo solamente il contenuto

Egregia Onorevole Giulia Grillo,

l’associazione autisti soccorritori italiani ( AASI ); nata proprio per promuovere la formazione ed il riconoscimento della figura giuridico- professionale dell’autista soccorritore, ma attenta alle questioni in ambito sanitario e sociale, oggi scrive questa “lettera aperta” all’ onorevole Giulia Grillo, Ministro della Salute della Repubblica Italiana a cui chiediamo come associazione autisti soccorritori italiani, a nome del presidente, Dr. Stefano Casabianca, la sensibilizzazione a trattare il tema del riconoscimento giuridico e professionale della figura di autista soccorritore a tutela di operatori ed utenti, un settore del mondo delle professioni d’aiuto, molte volte “invisibile” al mondo politico ed istituzionale, invece “reale” nel quotidiano di migliaia di uomini e donne, impegnati nel fornire servizi di assistenza e soccorso intra ed extra ospedaliero, sia dipendenti pubblici che privati, sia volontari ed altre migliaia di persone che vengono soccorse ed assistite quotidianamente.

divisa autista soccorritore 118

Noi, autisti soccorritori, sempre presenti a bordo delle ambulanze, siamo quelli che in collaborazione con altre figure, facciamo il bene dell’utente, siamo quelli che di giorno o di notte intervengono per le situazioni di emergenza urgenza, siamo quelli che lavorando in team facciamo la differenza tra la vita e la morte, siamo quelli che nelle situazioni estreme intervengono, sempre lavorando in team con le altre professioni d’aiuto, siamo noi, ad essere in “bigliettino da visita” del servizio sanitario nazionale, arrivando direttamente a casa dell’utente con ambulanze, attrezzature e la nostra professionalità.

Ci appelliamo alla sua persona ma anche a tutti gli schieramenti politici che comporranno le due camere del parlamento italiano democraticamente eletto, affinché affrontino in modo rapido e risolutivo tale tema, nelle apposite sedi istituzionali, per tutelare la sicurezza e la salute di operatori e quella dei cittadini utenti. Chiediamo un incontro con la sua persona per definire “chi siamo e cosa siamo”, ribadendo la nostra disponibilità ad un confronto serio e propositivo, con l’unico obiettivo:” Il bene comune”

Se sei interessato ad intraprendere l’attività di autista soccorritore, ti suggeriamo questa lettura. Clicca qui.

Perchè il 118 non mi porta all’ospedale più vicino?

PERCHÈ L’AMBULANZA DELL 118 MI PORTA IN UN’OSPEDALE A MEZZ’ORA DA CASA MIA QUANDO CE N’È UNO A 5 MINUTI DI DISTANZA?

Ve lo sarete chiesti tantissime volte o magari sarà capitato anche a voi.
Interviene un equipaggio del 118, vi “caricano” sull’ambulanza e vi portano in un ospedale a 10 km da dove vi trovate, invece di andare nell’ospedale più vicino, a 3 km da dove vi trovate.

Tenetevi forte, perchè sto per dirvi che è giusto che sia così.

Non si offendano i sanitari, medici, infermieri e tutto il personale ospedaliero, ma per semplificare il discorso prima di parlare degli ospedali, voglio parlarvi di supermercati, e fidatevi, se continuate a leggere o guardando il video, capirete perchè.

I supermercati offrono tutti più o meno le stesse cose. 
C’è il banco salumi, il banco del pesce, quello dei latticini etc.
Diciamo che se andate nel supermercato vicino casa in città invece di andare nell’ipermercato la differenza quale può essere? 
La varietà della scelta.
Magari nel super mercato sotto casa (lo chiamiamo “A”) al banco salumi troverete solo 2 tipi di prosciutto cotto o 3 marche di latticini, mentre nel ipermercato del centro commerciale (lo chiameremo “B”) avrete più scelta tra gli affettati, da quello più economico a quello più costoso con ben 7 tipi di prosciutto cotto diversi.

Quello che voglio dire è che se volete comprare una mozzarella, che andiate da A o da B, magari non avrete la stessa possibilità di scelta, ma se state cercando una mozzarella, nel bene o male, la potrete comprare.

Ecco, gli ospedali non sono come i supermercati.

Gli ospedali al loro interno hanno diverso personale e diversi specialisti e strumentazioni.
E non tutti gli ospedali hanno personale o apparecchiature per curare un determinato tipo di malattia.

Vi faccio un esempio molto semplice.
CASO 1:
Vivete a Bari e siete in gita a Fasano.
Scoppia un incendio che coinvolge diverse persone e arriva il 118.
Molto probabilmente la persona coinvolta nell’incendio verrà portata all’ospedale di Brindisi, posto che Fasano è esattamente a metà strada tra Brindisi (61 km) e Bari (58 km).

Voi farete pressione per far portare la persona a Bari, dove potrà ricevere le cure del caso al policlinico e sareste nella vostra città. Ma quella persona gravemente ustionata verrà portata presumibilmente a Brindisi.

CASO 2:
Stesso scenario del caso 1, solo che invece di essere a Fasano, vi trovate a Polignano, città nettamente più vicina a Bari (34 km) rispetto all’ospedale di Brindisi (83 km).

In entrambi i casi sapete dove sarà portato probabilmente il paziente?
All’ospedale di Brindisi.

E sapete perchè?

Perchè li c’è il centro grandi ustionati.
E in quell’ospedale saranno in grado di curare al meglio quel paziente.

ATTENZIONE
Portare un grande ustionato a Brindisi non è un obbligo.
Bisogna ricordare che è il medico, in contatto con la centrale operativa del 118, a decidere dove portare il paziente in base a due parametri:

  • i tempi di percorrenza
  • e la patologia riscontrata.

Questo vuole dire che prima di andare a Brindisi, si potrebbe decidere di portare il paziente in un altro ospedale dove verrà stabilizzato per poi essere trasferito in un secondo momento.

Non funziona come nei supermercati, dove c’è meno scelta ma alla fine trovi quello che fa per te. 
Un paziente va portato nel luogo dove può essere curato al meglio secondo dei tempi da stabilire, ed è il medico a decidere il dove e quando.

La vicinanza all’ospedale è un parametro secondario.

E c’è un caso ancora più grave in cui la vicinanza non influisce. 
L’infarto.
Spesso accade che una persona colpita da infarto venga accompagnata da un parente nell’ospedale più vicino, o spesso è lo stesso infartuato che si mette in macchina e raggiunge il pronto soccorso da solo.

Per curare un infarto è necessaria la presenza di un reparto di emodinamica, che non c’è in tutti gli ospedali.
Quindi il paziente rischia di andare nell’ospedale più vicino e giunto li dovrà essere portato in un ospedale diverso, perdendo tempo prezioso.

L’infarto è uno di quei casi in cui è raccomandata la chiamata al 118, e vanno evitate scelte autonome. In questo modo se comunque vorrete essere voi ad accompagnare l’infartuato presso il pronto soccorso, il 118 vi potrà indicare in quale ospedale portarlo.

Speriamo con questo articolo di aver chiarito il motivo per cui l’ambulanza non porta i paziente nel luogo più vicino, ma in quello dove potete essere curati.
Cercate di agevolare il lavoro degli operatori sanitari, ricordandovi che hanno un unico interesse, salvarvi la vita.

Se vuoi sapere come intervenire in caso di arresto cardiaco ti consigliamo di cliccare qui.
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AUTISTA SOCCORRITORE: DIVENTA UNA PROFESSIONE?

AUTISTA SOCCORRITORE:Attività professionale o volontariato?

CHI È L’AUTISTA SOCCORRITORE

Da molti anni si parla dell’attività degli autisti soccorritori. Molti ne chiedono il riconoscimento come attività professionale, altri la considerano un normale ruolo all’interno delle associazioni di volontariato. 

Le certezze sono queste. Per guidare un’ambulanza basta soltanto la patente B, quella che serve per guidare le automobili per intenderci. Eppure l’autista ha un ruolo importantissimo, in quanto è responsabile del mezzo, dell’equipaggio sanitario al suo interno, del paziente che viene trasportato e di tutti gli altri utenti della strada.
Una grossa responsabilità quindi, che ci fa pensare che avere la patente B sia forse un po scarso come requisito.

LA SVOLTA NELL’INQUADRAMENTO DELL’AUTISTA SOCCORRITORE

Nella conferenza stato regioni si sta discutendo del ruolo dell’autista soccorritore. Che di per se può essere considerata una buona notizia. 
Ma all’interno di questo documento si parla anche di formazione, e questa è la nota dolente che ha portato ANPAS, Croce Rossa e Misericordie a farsi sentire.

Nel documento si parla infatti di 1000 ore di didattica formativa per gli autisti soccorritori, che equivalgono a circa 2 anni, considerati troppi considerando i tempi e le dimensioni del mondo del volontariato.

Per tale motivo è stata fatta una controproposta per far si che ci sia si la formazione, ma in tempi più ragionevoli.
Una formazione che sia riconosciuta a livello nazionale e riguardi le capacità tecniche, cognitive e relazionali degli autisti soccorritori.

COSA SUCCEDERÀ

Come evolverà questa situazione è ancora presto per dirlo. 1000 ore di formazione equivalgono alla durata di un master universitario, e rischiano di bloccare la macchina del volontariato. 
È vero anche che il ruolo dell’autista è molto delicato e andrebbe meglio regolamentato.
Noi dal canto nostro abbiamo già cominciato da diverso tempo a formare gli autisti con il corso GSVES. (Clicca per saperne di più) 
Non dura 1000 ore, ma chi ha partecipato è uscito con un una aumentata consapevolezza del proprio ruolo.

Staremo a vedere

 

Chi può Guidare l’ambulanza?

È già la seconda volta che accade in pochi mesi, uno scontro tra un’ambulanza in servizio, e un automobilista.
È bene a questo punto fare un po’ di chiarezza sia per chi quotidianamente è a bordo di questi mezzi di soccorso, sia per la tutela degli automobilisti.

Ma voi sapete chi può guidare un’ambulanza?
Forse non siete a conoscenza del fatto che chiunque, in possesso della patente B, e senza limiti di età per i veicoli con targa civile, può guidare un’ambulanza.
Eccezion fatta per i mezzi targati Croce Rossa, per i quali esiste una patente ministeriale con limite di età di 80 anni.

Penso che sarete d’accordo con me che guidare l’ambulanza non è come guidare una macchina, e i motivi sono diversi.

Primo punto l’ambulanza non è propriamente un’automobile, anche se la legge è così. Non lo è, sia per dimensioni (spesso si tratta di Fiat Ducato o analoghi di altre marche), sia perchè all’interno ci sono ammalati, con traumi o che comunque, se sono a bordo di un’ambulanza, bene non stanno. E al suo interno ci sono professionisti, medici e infermieri, o soccorritori che durante il tragitto cercano di stabilizzare il paziente.

L’ambulanza, inoltre, secondo l’art. 177 del codice della strada, al comma 2 cita testualmente:
“I conducenti dei veicoli di cui al comma 1, nell’ espletamento di servizi urgenti di istituto, qualora usino congiuntamente il dispositivo acustico supplementare di allarme e quello di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu, non sono tenuti a osservare gli obblighi, i divieti e le limitazioni relativi alla circolazione, le prescrizioni della segnaletica stradale e le norme di comportamento in genere, ad eccezione delle segnalazioni degli agenti del traffico e nel rispetto comunque delle regole di comune prudenza e diligenza”.

Avete capito? Durante l’emergenza, con luci e sirene spiegate, all’ambulanza è concesso non rispettare i limiti o le segnaletiche stradali, tranne in cui non vi sia un agente a dare diverse segnalazioni.

Per quanto vi possa sembrare eccessivo, perdonatemi l’espressione, “poter non seguire le regole”, torno a ricordarvi che all’interno dell’ambulanza c’è una persona in pericolo di vita, e l’obiettivo è farlo arrivare il prima possibile in ospedale.
Nonostante la possibilità di passare col rosso, non fermarsi ad uno stop, superare i limiti di velocità, e vista la mole di interventi che vengono fatti quotidianamente, gli incidenti che coinvolgono le ambulanze sono pochi. Grazie a quel buon senso di cui si parla nell’articolo del codice della strada.
Ma sarebbe corretto che gli autisti seguissero dei corsi di guida in emergenza e abbiano una patente di servizio, non assimilabile a quella di guida, per tutelare loro nello svolgimento della professione e per garantire a tutti la sicurezza, sia degli operatori, sia degli automobilisti che guidano in città.