Requisiti autista di ambulanza: come posso diventare autista soccorritore?

Quali sono i requisiti per diventare autista di ambulanza e conducente dei mezzi di soccorso?

Diventare autista di ambulanza prevede conoscenze teoriche e pratiche e un percorso formativo da seguire.
Ma quali sono i requisiti per diventare autista di ambulanza?
In questo articolo ti spieghiamo quali titoli devi possedere.

Requisiti Autista Ambulanza

  1. Aver compiuto 21 anni di età;
  2. Possedere patente di guida B da almeno 2 anni
  3. Essere in possesso del titolo di soccorritore.
  4. Avere almeno 5 anni di dipendenza da una ODV (organizzazione di volontariato), o presso aziende private o cooperative come autista di ambulanza.

Sui punti 1 e 2 non ci soffermiamo. Vediamo gli altri 2

Essere un soccorritore

Diventare autista di ambulanza non vuol dire solo condurre il mezzo dal punto A al Punto B, o da un ospedale all’altro.
L’autista soccorritore deve conoscere i fondamenti del soccorso, e per tale motivo deve aver conseguito il titolo di soccorritore. I corsi di soccorritore vengono organizzati dalle ASL ed espletati dalle associazioni di volontariato.

Il consiglio è quello di rivolgerti ad una delle tante associazioni di volontariato presenti nella tua città.
A loro infatti è concesso organizzare i corsi da soccorritore (il nome corretto di questo tipo di corso è: Corso formativo teorico‐pratico per soccorritore, addetto ai mezzi di trasporto e soccorso di feriti e infermi).

La durata del corso è : prevede 50 ore di formazione teorica e 100 ore di tirocinio pratico (in regione Puglia questa è la durata).
Le 100 ore di tirocinio pratico dovranno essere così suddivise:

  • 50 ore in pronto soccorso
  • 50 ore presso le associazioni di volontariato.

Al termine del corso il partecipante dovrà aver superato un esame finale ed essere valutato da una commissione
Superato l’esame finale avrete il titolo di soccorritore

Attenzione: possono esserci differenze da regione a regione, ma tendenzialmente il percorso da seguire è sempre questo. Informati su come è organizzato il servizio nella tua regione.

Una volta ottenuto il titolo da soccorritore, e se in possesso della patente B da almeno 2 anni, e avendo compiuto 21 anni di età avrete i requisiti per essere autista di ambulanza.

Ora che ho i requisiti per essere autista di ambulanza, dove posso lavorare?

Una volta in possesso dei requisiti per essere conducente di ambulanza, puoi iniziare a lavorare per le ODV (organizzazioni di volontariato, o nel privato, in cooperative  o cliniche private).

Se vuoi lavorare nel pubblico, ad esempio se ambisci ad essere assunto da una ASL, dovrai partecipare ad un concorso, e devi aver maturato 5 anni di lavoro nel ruolo di autista di ambulanza. Ad esempio puoi partecipare se sei stato assunto da una ODV dove hai lavorato per almeno 5 anni.

Abbiamo specificato “essere assunto”. Vuol dire che se sei stato volontario presso una ODV per 5 anni, non puoi accedere al concorso. Perchè hai svolto la mansione come volontario e non come dipendente.

E se sono un OSS?

Il corso OSS non sostituisce il corso da soccorritore.
Se si è in possesso del titolo di OSS bisognerà comunque seguire il corso da soccorritore e seguire il percorso formativo descritto prima.

Perchè dovrei seguire il corso GSVES- Guida sicura dei veicoli emergenza sanitaria?

Il corso da soccorritore prevede una formazione sul soccorso. Le mansioni dell’autista sono anche altre. C’è la responsabilità del mezzo e del suo equipaggio, la manutenzione, le responsabilità civili e penali derivanti dal codice della strada e tanto altro.

il Corso GSVES – Guida sicura dei veicoli di emergenza sanitaria, è un corso intensivo di 3 giorni dedicato esclusivamente alla professione del conducente di ambulanza. Utile per chi si affaccia a questa professione e chi ha già esperienza nel mondo del soccorso anche come autista.

Leggi l’articolo: I COMPITI DEL SOCCORRITORE. Clicca qui.


Puoi trovare maggiore informazioni sul questo corso GSVES cliccando qui.

Corso controllo emorragie: offerta

Corso controllo emorragie

Tutti gli appartenenti ad associazioni di volontariato, avranno al possibilità di partecipare al corso di GOODFOR LAB sul controllo delle emorragie con uno sconto del 15% partecipando in un minimo di 4 persone per associazione.

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L’emorragia è un killer rapidissimo. Un soggetto con un trauma che coinvolge un grosso vaso sanguigno può andare incontro a decesso in pochissimi minuti. Per questo motivo intervenire tempestivamente bloccando o tamponando un’emorragia è una manovra salvavita come le tecniche di BLSD, che tutti dovrebbero conoscere.

Per conoscere il programma del corso sul controllo delle emorragie, clicca qui, e potrai scaricare la brochure del corso.

Questa promozione è valida solo per il mese di Maggio.

Per altri dettagli scrivi a info@goodforlab.it

Perchè il 118 non mi porta all’ospedale più vicino?

PERCHÈ L’AMBULANZA DELL 118 MI PORTA IN UN’OSPEDALE A MEZZ’ORA DA CASA MIA QUANDO CE N’È UNO A 5 MINUTI DI DISTANZA?

Ve lo sarete chiesti tantissime volte o magari sarà capitato anche a voi.
Interviene un equipaggio del 118, vi “caricano” sull’ambulanza e vi portano in un ospedale a 10 km da dove vi trovate, invece di andare nell’ospedale più vicino, a 3 km da dove vi trovate.

Tenetevi forte, perchè sto per dirvi che è giusto che sia così.

Non si offendano i sanitari, medici, infermieri e tutto il personale ospedaliero, ma per semplificare il discorso prima di parlare degli ospedali, voglio parlarvi di supermercati, e fidatevi, se continuate a leggere o guardando il video, capirete perchè.

I supermercati offrono tutti più o meno le stesse cose. 
C’è il banco salumi, il banco del pesce, quello dei latticini etc.
Diciamo che se andate nel supermercato vicino casa in città invece di andare nell’ipermercato la differenza quale può essere? 
La varietà della scelta.
Magari nel super mercato sotto casa (lo chiamiamo “A”) al banco salumi troverete solo 2 tipi di prosciutto cotto o 3 marche di latticini, mentre nel ipermercato del centro commerciale (lo chiameremo “B”) avrete più scelta tra gli affettati, da quello più economico a quello più costoso con ben 7 tipi di prosciutto cotto diversi.

Quello che voglio dire è che se volete comprare una mozzarella, che andiate da A o da B, magari non avrete la stessa possibilità di scelta, ma se state cercando una mozzarella, nel bene o male, la potrete comprare.

Ecco, gli ospedali non sono come i supermercati.

Gli ospedali al loro interno hanno diverso personale e diversi specialisti e strumentazioni.
E non tutti gli ospedali hanno personale o apparecchiature per curare un determinato tipo di malattia.

Vi faccio un esempio molto semplice.
CASO 1:
Vivete a Bari e siete in gita a Fasano.
Scoppia un incendio che coinvolge diverse persone e arriva il 118.
Molto probabilmente la persona coinvolta nell’incendio verrà portata all’ospedale di Brindisi, posto che Fasano è esattamente a metà strada tra Brindisi (61 km) e Bari (58 km).

Voi farete pressione per far portare la persona a Bari, dove potrà ricevere le cure del caso al policlinico e sareste nella vostra città. Ma quella persona gravemente ustionata verrà portata presumibilmente a Brindisi.

CASO 2:
Stesso scenario del caso 1, solo che invece di essere a Fasano, vi trovate a Polignano, città nettamente più vicina a Bari (34 km) rispetto all’ospedale di Brindisi (83 km).

In entrambi i casi sapete dove sarà portato probabilmente il paziente?
All’ospedale di Brindisi.

E sapete perchè?

Perchè li c’è il centro grandi ustionati.
E in quell’ospedale saranno in grado di curare al meglio quel paziente.

ATTENZIONE
Portare un grande ustionato a Brindisi non è un obbligo.
Bisogna ricordare che è il medico, in contatto con la centrale operativa del 118, a decidere dove portare il paziente in base a due parametri:

  • i tempi di percorrenza
  • e la patologia riscontrata.

Questo vuole dire che prima di andare a Brindisi, si potrebbe decidere di portare il paziente in un altro ospedale dove verrà stabilizzato per poi essere trasferito in un secondo momento.

Non funziona come nei supermercati, dove c’è meno scelta ma alla fine trovi quello che fa per te. 
Un paziente va portato nel luogo dove può essere curato al meglio secondo dei tempi da stabilire, ed è il medico a decidere il dove e quando.

La vicinanza all’ospedale è un parametro secondario.

E c’è un caso ancora più grave in cui la vicinanza non influisce. 
L’infarto.
Spesso accade che una persona colpita da infarto venga accompagnata da un parente nell’ospedale più vicino, o spesso è lo stesso infartuato che si mette in macchina e raggiunge il pronto soccorso da solo.

Per curare un infarto è necessaria la presenza di un reparto di emodinamica, che non c’è in tutti gli ospedali.
Quindi il paziente rischia di andare nell’ospedale più vicino e giunto li dovrà essere portato in un ospedale diverso, perdendo tempo prezioso.

L’infarto è uno di quei casi in cui è raccomandata la chiamata al 118, e vanno evitate scelte autonome. In questo modo se comunque vorrete essere voi ad accompagnare l’infartuato presso il pronto soccorso, il 118 vi potrà indicare in quale ospedale portarlo.

Speriamo con questo articolo di aver chiarito il motivo per cui l’ambulanza non porta i paziente nel luogo più vicino, ma in quello dove potete essere curati.
Cercate di agevolare il lavoro degli operatori sanitari, ricordandovi che hanno un unico interesse, salvarvi la vita.

Se vuoi sapere come intervenire in caso di arresto cardiaco ti consigliamo di cliccare qui.
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Strage di bologna: la nascita del 118

Ore 10 e 25strage di bologna

Questo è l’orario che segna uno degli orologi della stazione di Bologna.
Non è mai stato rimosso o aggiustato.

È rimasto li per ricordare una cosa che mai dimenticheremo.
La strage di Bologna.

Strage 2 agostoLa strage della stazione di Bologna è il più grave atto terroristico mai compiuto in Italia.
Una bomba con 23 kg di esplosivo creata per uccidere più persone possibili. Era nascosta dentro una valigia, poggiat a su un tavolino, sollevata da terra in modo da aumentarne l’effetto distruttivo.
85 persone uccise e oltre 200 tra mutilati e feriti.

 

 

“I terroristi hanno commesso un solo errore: compiere la strage a Bologna.”
                                                                                                                        Lidia Secci, madre di una delle vittime.

La città reagì con l’orgoglio che gli italiani hanno sempre mostrato nei momenti di difficoltà, tra terremoti e alluvioni ed altre enormi tragedie.

I primi soccorsi furono dati dagli stessi viaggiatori presenti in stazione sopravvissuti alla detonazione, ed insieme agli altri cittadini intervenuti iniziarono ad estrarre le vittime sepolte dalle macerie.
Una corsia della strada che portava in stazione fu dedicata ai mezzi di soccorso.

Ma i feriti erano tanti, troppi, e le ambulanze non bastavano  e furono utilizzati mezzi di fortuna: autobus, taxi e mezzi privati. Oltre all’orologio, l’altro simbolo della tragedia è il bus 37, utilizzato come carro funebre per trasportare le vittime.

Autobus 47 bolognaautobus 37 bologna

 

Il personale sanitario ospedaliero rientrò dalle ferie per dare una mano, alcuni reparti chiusi per le festività estive furono riaperti per mettere a disposizione posti letto e spazi per i feriti.

Tanti furono gli sforzi messi in campo. Centinaia di volontari si diedero da fare. Ma nonstante l’impegno e il grande cuore, fu chiaro che lo spontaneismo non poteva bastare.
Durante le grandi emergenze serve coordinamento e preparazione.
Quel 2 agosto nasceva l’idea del 118

Durante l’emergenza tante persone cominciarono a chiamare aiuto. Ognuno chiamava un numero diverso. Qualcuno chiamava gli ospedali, qualcun’altro la croce rossa, altri ancora le associazioni di volontariato.

Già da diversi mesi si stava pensando ad un sistema di gestione delle emergenze. E il caso volle, così racconta Marco Vigna, uno dei padri del 118 bolognese, che la telefonata dell’esplosione arrivo proprio durante una delle varie riunione per capire come organizzare l’emergenza sanitaria.

Oggi, la sede del 118 Bolognese, nel 1981 era la sede del collettore unico delle chiamate di emergenza. Telefonando qui, un operatore dirottava le chiamate ai vari ospedali.

In occassione dei mondiali di calcio italiani del 1990, Bologna attivò per la prima volta in Italia il 118. Il 118 nazionale nasceva ufficialmente con la legge del 1992, e il sistema bolognese era preso come modello da replicare.

Il 2 agosto 1980 morivano 82 persone.
Il 2 agosto 1980 nasceva l’idea del 118, che di vite ne salverà a migliaia.

Se ti interessa sapere come gestire un grosso numero di feriti potrebbe interessarti questo articolo sul triage extra ospedaliero. Clicca qui

LE STRADE DEL 118 – Partecipa al convegno gratuitamente

Sabato 20 maggio presso l’hotel parco dei principi a Bari (vicinanze aeroporto) avrà luogo il convegno organizzato da Coes Puglia in collaborazione con GOODFOR LAB sullo stato dell’arte in merito al nuovo codice della strada, la maxi emergenza, elisoccorso e formazione.


La partecipazione è gratuita. Per iscriversi basterà compilare il modulo di iscrizione on line cliccando sull’immagine iscriviti.

iscrizione goodfor lab
Clicca e compila il modulo per iscriverti gratuitamente.

Corso NBCR

Corso NBCR

Il corso tratterà, dal punto di vista sanitario, il rischio Nucleare, Biologico, Chimico, quali sono le tecniche di decontaminazione, i dispositivi di protezione individuale, le patologie più comuni e la gestione del soccorso.
Durante la parte pratica ci sarà una simulazione su scenari simulati di intervento.

Vuoi partecipare al corso NBCR?
LEGGI IL PROGRAMMA

 

GUARDA IL VIDEO DELL’ULTIMO CORSO: CLICCA QUI

I docenti sono:

Dott. Alexandros Charitos: Referente provinciale 118 per il rischio NBCR
Dott. Gaetano Dipietro: direttore della Centrale operativa 118 Bari e Bat
Dott.ssa Anna Maria Natola: Anestesista rianimatore referente provinciale  118 per la formazione del primo soccorso ed elisoccorso.

Per iscriversi inviare una mail a: INFO@GOODFORLAB.IT oppure contattare il 3391777730

COSA DIRE DURANTE LA TELEFONATA AL 118

Cosa bisogna dire quando si chiama il 118?

A qualcuno di voi sarà capitato di dover chiamare il 118 per una emergenza. Ma c’è un modo corretto per fare questa telefonata? Quali sono le cose più importanti da comunicare?

Sono poche le informazioni essenziali da comunicare.
Le abbiamo racchiuse in questa immagini e sono
Dove serve l’ambulanza
Cosa è successo
Quante persone sono coinvolte e necessitano di aiuto
Altre Info

Una telefonata corretta al 118 permette di ricevere un soccorso più tempestivo ed efficace

COME CHIAMARE IL 118