Strage di bologna: la nascita del 118

Ore 10 e 25

Questo è l’orario che segna uno degli orologi della stazione di Bologna.
Non è mai stato rimosso o aggiustato.

È rimasto li per ricordare una cosa che mai dimenticheremo.
La strage di Bologna.

La strage della stazione di Bologna è il più grave atto terroristico mai compiuto in Italia.
Una bomba con 23 kg di esplosivo creata per uccidere più persone possibili. Era nascosta dentro una valigia, poggiata su un tavolino, sollevata da terra in modo da aumentarne l’effetto distruttivo.
85 persone uccise e oltre 200 tra mutilati e feriti.

 

 

“I terroristi hanno commesso un solo errore: compiere la strage a Bologna.”
                                                                                                                        Lidia Secci, madre di una delle vittime.

La città reagì con l’orgoglio che gli italiani hanno sempre mostrato nei momenti di difficoltà, tra terremoti e alluvioni ed altre enormi tragedie.

I primi soccorsi furono dati dagli stessi viaggiatori presenti in stazione sopravvissuti alla detonazione, ed insieme agli altri cittadini intervenuti iniziarono ad estrarre le vittime sepolte dalle macerie.
Una corsia della strada che portava in stazione fu dedicata ai mezzi di soccorso.

Ma i feriti erano tanti, troppi, e le ambulanze non bastavano  e furono utilizzati mezzi di fortuna: autobus, taxi e mezzi privati. Oltre all’orologio, l’altro simbolo della tragedia è il bus 37, utilizzato come carro funebre per trasportare le vittime.

Il personale sanitario ospedaliero rientrò dalle ferie per dare una mano, alcuni reparti chiusi per le festività estive furono riaperti per mettere a disposizione posti letto e spazi per i feriti.

Tanti furono gli sforzi messi in campo. Centinaia di volontari si diedero da fare. Ma nonostante l’impegno e il grande cuore, fu chiaro che lo spontaneismo non poteva bastare.
Durante le grandi emergenze serve coordinamento e preparazione.
Quel 2 agosto nasceva l’idea del 118

Durante l’emergenza tante persone cominciarono a chiamare aiuto. Ognuno chiamava un numero diverso. Qualcuno chiamava gli ospedali, qualcun altro la croce rossa, altri ancora le associazioni di volontariato.

Già da diversi mesi si stava pensando ad un sistema di gestione delle emergenze. E il caso volle, così racconta Marco Vigna, uno dei padri del 118 bolognese, che la telefonata dell’esplosione arrivo proprio durante una delle varie riunione per capire come organizzare l’emergenza sanitaria.

Oggi, la sede del 118 Bolognese, nel 1981 era la sede del collettore unico delle chiamate di emergenza. Telefonando qui, un operatore dirottava le chiamate ai vari ospedali.

In occasione dei mondiali di calcio italiani del 1990, Bologna attivò per la prima volta in Italia il 118. Il 118 nazionale nasceva ufficialmente con la legge del 1992, e il sistema bolognese era preso come modello da replicare.

Il 2 agosto 1980 morivano 82 persone.
Il 2 agosto 1980 nasceva l’idea del 118, che di vite ne salverà a migliaia.

Se ti interessa sapere come gestire un grosso numero di feriti potrebbe interessarti questo articolo sul triage extra ospedaliero. 

Dr. Giovanni Dipietro
Dr. Giovanni Dipietro

Direttore GOODFOR LAB

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