Perchè il 118 non mi porta all’ospedale più vicino?

By 3 settembre 2018Eventi

Ve lo sarete chiesti tantissime volte o magari sarà capitato anche a voi.
Interviene un equipaggio del 118, vi “caricano” sull’ambulanza e vi portano in un ospedale a 10 km da dove vi trovate, invece di andare nell’ospedale più vicino, a 3 km da dove vi trovate.

Tenetevi forte, perchè sto per dirvi che è giusto che sia così.

Non si offendano i sanitari, medici, infermieri e tutto il personale ospedaliero, ma per semplificare il discorso prima di parlare degli ospedali, voglio parlarvi di supermercati, e fidatevi, se continuate a leggere capirete perchè.

I supermercati offrono tutti più o meno le stesse cose. 
C’è il banco salumi, il banco del pesce, quello dei latticini etc.
Diciamo che se andate nel supermercato vicino casa in città invece di andare nell’ipermercato la differenza quale può essere? 
La varietà della scelta.
Magari nel super mercato sotto casa (lo chiamiamo “A”) al banco salumi troverete solo 2 tipi di prosciutto cotto o 3 marche di latticini, mentre nel ipermercato del centro commerciale (lo chiameremo “B”) avrete più scelta tra gli affettati, da quello più economico a quello più costoso con ben 7 tipi di prosciutto cotto diversi.

Quello che voglio dire è che se volete comprare una mozzarella, che andiate da A o da B, magari non avrete la stessa possibilità di scelta, ma se state cercando una mozzarella, nel bene o male, la potrete comprare.

Ecco, gli ospedali non sono come i supermercati.

Gli ospedali al loro interno hanno diverso personale e diversi specialisti e strumentazioni.
E non tutti gli ospedali hanno personale o apparecchiature per curare un determinato tipo di malattia.

Vi faccio un esempio molto semplice.
CASO 1:
Vivete a Bari e siete in gita a Fasano.
Scoppia un incendio che coinvolge diverse persone e arriva il 118.
Molto probabilmente la persona coinvolta nell’incendio verrà portata all’ospedale di Brindisi, posto che Fasano è esattamente a metà strada tra Brindisi (61 km) e Bari (58).

Voi farete pressione per far portare la persona a Bari, dove potrà ricevere le cure del caso al policlinico e sareste nella vostra città.

CASO 2:
Stesso scenario del caso 1, solo che invece di essere a Fasano, vi trovate a Polignano, città nettamente più vicina a Bari (34 km) rispetto all’ospedale di Brindisi (83 km).

In entrambi i casi sapete dove sarà portato probabilmente il paziente?
All’ospedale di Brindisi.
Perchè li c’è il centro grandi ustionati.
E in quell’ospedale saranno in grado di curare al meglio quel paziente.

ATTENZIONE
Portare un grande ustionato a Brindisi non è un obbligo.
Bisogna ricordare che è il medico a decidere dove portare il paziente in base a due parametri:

  • i tempi di percorrenza
  • e la patologia riscontrata.

Questo vuole dire che prima di andare a Brindisi, si potrebbe decidere di portare il paziente in un altro ospedale dove verrà stabilizzato per poi essere trasferito in un secondo momento.

Non funziona come nei supermercati, dove c’è meno scelta ma alla fine trovi quello che fa per te. 
Un paziente va portato nel luogo dove può essere curato al meglio secondo dei tempi da stabilire, ed è il medico a decidere il dove e quando.

La vicinanza all’ospedale è un parametro secondario.

E c’è un caso ancora più grave in cui la vicinanza non influisce. 
L’infarto.
Spesso accade che una persona colpita da infarto venga accompagnata da un parente nell’ospedale più vicino, o spesso è lo stesso infartuato che si mette in macchina e raggiunge il pronto soccorso da solo.

Per curare un infarto è necessaria la presenza di un reparto di emodinamica, che non c’è in tutti gli ospedali.
Quindi il paziente rischia di andare nell’ospedale più vicino e giunto li dovrà essere portato in un ospedale diverso, perdendo tempo prezioso.

L’infarto è uno di quei casi in cui è raccomandata la chiamata al 118, e vanno evitate scelte autonome.

Speriamo con questo articolo di aver chiarito il motivo per cui l’ambulanza non porta i paziente nel luogo più vicino, ma in quello dove potete essere curati.
Cercate di agevolare il lavoro degli operatori sanitari, ricordandovi che hanno un unico interesse, salvarvi la vita.

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