Defibrillatori nelle società sportive: quali sono gli obblighi

By 27 Febbraio 2018News
bilanciere palestra

DEFIBRILLATORI NELLE SOCIETÀ SPORTIVE

Dopo una lunga serie di rinvii, è entrata in vigore la legge che stabilisce obbligo del defibrillatore per le associazioni sportive, dilettantistiche e professionistiche.
In questo articolo spiegheremo quali sono questi obblighi.

Per sapere il costo di un defibrillatore, e cosa chiedere prima di avere fregature, clicca qui.
Se invece vuoi informazioni sui corsi BLSD per utilizzare il defibrillatore, clicca qui.

CHI HA L’OBBLIGO DI DETENERE IL DEFIBRILLATORE?

Al momento l’obbligo del defibrillatore è rivolto alle società sportive, sia dilettantistiche che professionistiche, e gli stabilimenti balneari in alcuni regioni (in Puglia ad esempio).

DEFIBRILLATORI NELLE SOCIETÀ SPORTIVE: QUALI OBBLIGHI

Prima di tutto è importante dire che ci sono alcune società sportive sono esentate ad avere il defibrillatore, e sono Le attività sportive dilettantistiche a basso sforzo cardiaco . Le attività citate nel Decreto Balduzzi sono: bocce (escluse bocce in volo), biliardo, golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport di tiro, giochi da tavolo e sport assimilabili.
Queste società non hanno alcun obbligo.

La manutenzione e la dotazione del defibrillatore ricade sulle singole società sportive, ma società sportive che condividono e operano nello stesso impianto sportivo possono associarsi nell’acquisto del defibrillatore.
Lo stesso vale per le palestre delle scuole che sono utilizzate da società sportive esterne. Queste ultime possono utilizzare il defibrillatore della scuola.

La presenza del defibrillatore deve essere garantita durante lo svolgimento di manifestazioni sportive, tornei o concorsi o manifestazioni.

L’impianto che ospita la manifestazione  deve garantire la presenza del defibrillatore e di personale formato (per personale formate si intende personale sanitario o che abbia seguito un corso BLSD (clicca qui per info sui corsi BLSD).

SANZIONI

Le sanzioni variano da regione a regione, quindi è molto difficile fare un quadro generale.
Per darvi un’idea vi riportiamo quanto legiferato dalla regione Toscana:

  • L’inosservanza dell’obbligo di dotazione del defibrillatore comporta la chiusura dell’attività fino alla regolarizzazione;
  • L’assenza di personale abilitato durante l’orario di apertura e l’inosservanza degli obblighi di formazione comporta a carico dei soggetti gestori una multa che va da un minimo di 2.500 euro a un massimo di 5.000 euro;
  • La mancata manutenzione periodica dei defibrillatori comporta una sanzione tra i 1.000 e i 2.000 euro.

Da punto di vista penale:

  • In caso di decesso dell’infortunato per mancata disponibilità o funzionamento del defibrillatore, si potrebbe prevedere l’applicazione dell’art. 589 c.p. il quale stabilisce che “Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.”

CONCLUSIONI

Esiste una legge che obbliga alla dotazione dei defibrillatori. E a questo non ci si può opporre.
È importante ricordare che il defibrillatore è uno strumento salva vita, e non bisogna affidarsi a strumenti che non danno sicurezza.
Siate oculati nei vostri acquisti, sia per quel che riguarda l’apparecchio, sia per la formazione. Non vi fidate di chi vi offre corso e apparecchio molto bassi. Rischiate di acquistare un defibrillatore di scarsa qualità, con costi di manutenzione altissima o di seguire un corso che non è riconosciuto o non è svolto correttamente.

Maggiori informazioni sul BLSD cliccando qui.

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