TRIAGE INFERMIERISTICO E TRIAGE EXTRA OSPEDALIERO

TRIAGE: COSA SIGNIFICA
Come avrete intuito è una parola francese la cui traduzione è “smistamento, cernita“. Ed è il sistema che viene utilizzato per scegliere la priorità di trattamento dei pazienti, e tiene conto della gravità della patologia del paziente e del suo quadro clinico.
Storicamente il triage è una disciplina infermieristica.
Un bravo infermiere di triage con il suo lavoro può facilitare molto il lavoro dei suoi colleghi.

I CODICI COLORE
Durante il triage vengono assegnati dei codici colore: i principali sono rosso, giallo, verde, bianco.
Ne esistono anche altri, come blu, viola, nero, ma sono più di nicchia e non è il caso di parlarne qui, ma sono argomenti che vengono affrontati durante il corso.

COSA INDICANO I CODICI COLORE PRINCIPALI

  • codice rosso: molto critico, pericolo di vita, priorità massima, accesso immediato alle cure;
  • codice giallo: mediamente critico, presenza di rischio evolutivo, possibile pericolo di vita;
  • codice verde: poco critico, assenza di rischi evolutivi, prestazioni differibili;
  • codice bianco: non critico, pazienti non urgenti;

TRIAGE INTRA OSPEDALIERO O DI PRONTO SOCCORSO
Il triage intra ospedaliero è quello che principalmente viene fatto in pronto soccorso.
Se avete avuto modo di frequentare un pronto soccorso, non solo come operatori, ma anche come pazienti, sicuramente avrete chiaro in mente cosa succede.
Tante persone che o con mezzi propri o trasportati dal 118, giungono in pronto soccorso.

Tutti quelli che arrivano in pronto soccorso richiedono di essere trattati per primi, ma non può essere così. Immaginate 30 persone in pronto soccorso, per essere visitati tutti e 30 contemporaneamente, necessiterebbero di 30 sanitari, tra medici e infermieri.
Sarebbe bellissimo, ma non è realistico.

Grazie al triage, se ben fatto, si può dare una priorità di trattamento. Ovvero si può capire di questi 30 pazienti quali sono più gravi e devono essere visitati e trattati per primi, rispetto a quelli che hanno delle patologie il cui trattamento può esse posticipato.

IL TRIAGE NEL 118
Quanto detto qui sopra è valido per un pronto soccorso. Ma fuori dall’ospedale cosa succede?
Ogni giorno centinaia di chiamate arrivano al 118, con richieste di intervento. Anche in questo caso ipotizziamo 30 telefonate al 118 con gente che chiede un’ambulanza. Vorrebbe dire avere 30 ambulanze (con relativo equipaggio a bordo). Ma 30 ambulanze non ci sono, Bisogna fare anche qui il triage. Bisogna capire chi di queste 30 persone ha bisogno più degli altri e prima degli altri, di un’ambulanza.
Questo è quello che fanno gli infermieri della centrale del 118, tramite il dispatch. Un’ intervista telefonica tramite la quale possono assegnare un codice di priorità e capire di quelle 30 persone che hanno chiamato, chi è più in pericolo di vita.

Anche qui è importante il lavoro dell’infrmiere di triage, perchè dare a tutti lo stesso codice di priorità, ad esempio tutti codici rossi, vuol dire non aver fatto il triage. Vuol dire che tutti e 30 sono prioritari allo stesso modo e nessuno è prioritario all’altro. Siamo nella stessa situazione di prima: servono 30 ambulanze (che non abbiamo) perchè tutti sono gravi allo stesso modo.

TRIAGE NELLE MAXI EMERGENZE
Vi faccio un esempio concreto.
Incidente ferroviario di Andria – Corato del 2016. A seguito della prima telefonata giunta al 118 viene inviato un mezzo di soccorso, il più vicino, in attesa dell’arrivo delle altre ambulanze. Questo primo equipaggio giunto sul posto dovrà fare il triage.
Il primo mezzo di soccorso, giunto li aveva un compito: capire più o meno quante persone sono coinvolte, e tra tutti i feriti coinvolti, quali sono in pericolo di vita, quali hanno patologie importanti ma non hanno un’immediata necessità di essere trattati e quelli che hanno una gravità molto lieve.

Questo tipo di triage però deve essere fatto in maniera molto rapida. Perchè, considerando i soliti 30 feriti, dedicando 40 secondi a paziente, il trentesimo ferito verrà valutato dopo 20 minuti. E se avesse un’emorragia, dopo 20 minuti sarebbe già troppo tardi. Bisogna avere una metodologia rapida per “triagiare” i feriti ovvero si fa uno sweeping triage.

OBIETTIVI DEL CORSO DI TRIAGE
Come avete capito ci sono molte situazioni (pronto soccorso, 118, maxi emergenza) in cui viene fatto il triage. E questi tre tipi di triage seguono procedure un po’ diverse tra loro.
L’obiettivo di questo corso è rendere il discente capace di attribuire l’ordine di trattamento dei pazienti sulla base delle loro necessità di cura e in base alle risorse disponibili, e di stabilire le priorità di evacuazione dalla zona dell’intervento.

Il triage oltre ad avere una funzione organizzativa, ha il valore aggiunto di vero e proprio atto terapeutico in quanto favorisce il miglior trattamento al paziente.
Viene praticato nelle situazioni dove occorre effettuare delle scelte di priorità poiché non è possibile erogare immediatamente le cure necessarie a tutti i pazienti.

1
Giorni di corso
4
Ore di teoria
20
N. massimo di partecipanti
60
Costo per iscritto (IVA inclusa)

Descrizione del corso

  • I principi generali del Triage: richiami storici e normativi;
  • Il sistema di emergenza;
  • Sistemi e operatore di triage;
  • Il processo decisionale in triage;
  • Gli strumenti operativi dell’attività di triage;
  • Gli strumenti di supporto: Linee guida, protocolli/scheda di Triage;
  • Gli aspetti relazionali/giuridici;
  • Esercitazioni pratiche;

 

Altre informazioni

Al termine del corso verrà rilasciato un attestato che certifica le nozioni apprese durante il corso.

Istruttori
I nostri docenti sono medici e infermieri esperti in soccorso e operanti all’interno del servizio sanitario di emergenza urgenza.

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