È già la seconda volta che accade in pochi mesi, uno scontro tra un’ambulanza in servizio, e un automobilista.
È bene a questo punto fare un po’ di chiarezza sia per chi quotidianamente è a bordo di questi mezzi di soccorso, sia per la tutela degli automobilisti.

Ma voi sapete chi può guidare un’ambulanza?
Forse non siete a conoscenza del fatto che chiunque, in possesso della patente B, e senza limiti di età per i veicoli con targa civile, può guidare un’ambulanza.
Eccezion fatta per i mezzi targati Croce Rossa, per i quali esiste una patente ministeriale con limite di età di 80 anni.

Penso che sarete d’accordo con me che guidare l’ambulanza non è come guidare una macchina, e i motivi sono diversi.

Primo punto l’ambulanza non è propriamente un’automobile, anche se la legge è così. Non lo è, sia per dimensioni (spesso si tratta di Fiat Ducato o analoghi di altre marche), sia perchè all’interno ci sono ammalati, con traumi o che comunque, se sono a bordo di un’ambulanza, bene non stanno. E al suo interno ci sono professionisti, medici e infermieri, o soccorritori che durante il tragitto cercano di stabilizzare il paziente.

L’ambulanza, inoltre, secondo l’art. 177 del codice della strada, al comma 2 cita testualmente:
“I conducenti dei veicoli di cui al comma 1, nell’ espletamento di servizi urgenti di istituto, qualora usino congiuntamente il dispositivo acustico supplementare di allarme e quello di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu, non sono tenuti a osservare gli obblighi, i divieti e le limitazioni relativi alla circolazione, le prescrizioni della segnaletica stradale e le norme di comportamento in genere, ad eccezione delle segnalazioni degli agenti del traffico e nel rispetto comunque delle regole di comune prudenza e diligenza”.

Avete capito? Durante l’emergenza, con luci e sirene spiegate, all’ambulanza è concesso non rispettare i limiti o le segnaletiche stradali, tranne in cui non vi sia un agente a dare diverse segnalazioni.

Per quanto vi possa sembrare eccessivo, perdonatemi l’espressione, “poter non seguire le regole”, torno a ricordarvi che all’interno dell’ambulanza c’è una persona in pericolo di vita, e l’obiettivo è farlo arrivare il prima possibile in ospedale.
Nonostante la possibilità di passare col rosso, non fermarsi ad uno stop, superare i limiti di velocità, e vista la mole di interventi che vengono fatti quotidianamente, gli incidenti che coinvolgono le ambulanze sono pochi. Grazie a quel buon senso di cui si parla nell’articolo del codice della strada.
Ma sarebbe corretto che gli autisti seguissero dei corsi di guida in emergenza e abbiano una patente di servizio, non assimilabile a quella di guida, per tutelare loro nello svolgimento della professione e per garantire a tutti la sicurezza, sia degli operatori, sia degli automobilisti che guidano in città.

2 Comments

  • Loris ha detto:

    Sarebbe anche giusto che si regolamentassero le ore di servizio massimo per chi svolge questa attività come volontario. In Lombardia ci sono realtà dove lo stesso equipaggio svolge turni di 24/36 e anche 48 ore consecutive. Questo avviene con personale esclusivamente volontario o con personale dipendente che alterna turni consecutivi come dipendente e come volontario per la stessa persona.

    • Giovanni Dipietro ha detto:

      Buongiorno Loris,
      si hai ragione, il problema è che il mondo del volontariato e tutto quello che ci gira attorno è purtoppo molto confuso e poco regolamentato. Creare delle figure professinali, come l’autista soccorritore ad esempio, ma ce ne sono tantissime altre, potrebbe aiutare a creare una categoria con più diritti e tutele.
      Ti ricordo che oltre il blog del sito interet puoi seguire anche la pagina facebook con altre importanti informazioni https://www.facebook.com/GoodforLab

      buona giornata

      Dott. Giovanni Dipietro
      Direttore

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