TRIAGE EXTRA OSPEDALIERO NELLA MAXI EMERGENZA

Il triage nella maxi emergenza.

A molti sarà capitato di trovarsi al pronto soccorso e attendere il triage, ovvero l’assegnazione di un codice di gravità. Esiste anche un triage extra ospedaliero, Ed è il triage che si esegue in caso di maxi emergenze.
Il triage START è uno di questi.

TRIAGE

È una parola di origine francese che vuol dire “scelta”. Detto in maniera molto semplice, serve per capire quale paziente ha priorità di trattamento. Ovvero chi può essere curato con più calma, perchè non grave, e chi deve essere trattato immediatamente, perchè in pericolo di vita.

TRIAGE OSPEDALIERO

Appena si arriva in pronto soccorso bisogna capire chi ha priorità di trattamento. I codici verdi verranno presi in carico per ultimi, per dare priorità ai codici gialli, ma soprattutto ai codici rossi.

TRIAGE MAXI EMERGENZA

Per maxi emergenza si intende una situazione in cui vi è un alto numero di persone che necessitano di soccorso. Si distinguono in incidente maggiore e catastrofe. Per saperne di più su questa differenza puoi leggere l’articolo: incidente maggiore e catastrofe: impariamo a distinguerle.

2° CONGRESSO SIEMS: L’EMERGENZA SANITARIA TERRITORIALE

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Il secondo Congresso Nazionale della SIEMS, il primo in presenza, nasce da una Società i cui Costituenti, tutti, con esperienze operative e, spesso, anche organizzative, si sono posti come obiettivo il superamento delle barriere che rendono difficilmente gestibile il Sistema Sanitario Nazionale ed, in particolare, il settore dedicato ad affrontare le situazioni di emergenza che mettono in pericolo la vita delle persone.

A tale filosofia si ispira il razionale del nostro Congresso che si sviluppa su tre direttrici che definiscono il sistema territoriale dedicato all’emergenza nella sua Complessità, nella sua Sostenibilità e dalle possibilità offerte dall’utilizzo dell’Innovazione tecnologica, elementi tutti che permetteranno di unificare le varie componenti del Sistema Sanitario ed ottimizzarne l’attività operativa.

IL CONGRESSO

l’appuntamento è ad Arezzo dal 23 al 25 Novembre 2022, presso la sede di Arezzo Fiere e Congressi, in via Spallanzani 23. Per partecipare all’evento è necessario iscriversi.

Vuoi leggere il programma del corso?
Puoi scaricarlo cliccando qui sotto

CORSI DI FORMAZIONE CONGRESSO SIEMS

Durante l’avento sarà possibile partecipare a 3 corsi di formazioni:

  • Problematiche sanitarie nel trasporto aereo con ala fissa e MEDEVAC
  • Stop the bleed
  • Introduzione alla gestione delle vie aeree in emergenza

Per partecipare ai corsi è necessario iscriversi

Telemedicina e Covid 19

Riportiamo di seguito il 18° comunicato della presidenza @itim (Associazione Italiana di Telemedicina e Informatica Medica) su Covid-19, nuova ondata e attivazione di servizi di telemedicina.

Vi ricordiamo inoltre che in data 6-7 Novembre, in modalità Webinar ibrido (presenza e virtuale) si terrà il nono workhop nazionale “Intelligenza Artificiale, NeuroRobotica, BCI, NeuroRiabilitazione  e Teleneurologia” e relativa call per i seminari nazionali FIM e NeuroInformatica 2020.
Per ulteriori Info e modalità di partecipazione, contattare: segreteria@iitm.eu

Grazie al Prof. Francesco Sicurello, presidente @itim per la condivisione di questo interessante documento.

18° comunicato @itim, 28 Settembre 2020

Con le ferie e le vacanze estive forse ci siamo lasciati andare un pò nell’attenzione alla circolazione del Covid-19 rischiando anche in Italia una seconda ondata. La pandemia ormai colpisce tantissimi paesi nel mondo (in modo particolare USA, Brasile e vari paesi sudamericani, India, Russia, Sud Africa, ecc.) e sta ritornando in modo grave (con una certa sorpresa degli esperti internazionali e nostrani che ormai parlano al seguito di questo o quel politico per poi posizionarsi come assessori, consulenti, ecc. alla faccia dell’indipendenza della scienza!) in particolare in Israele e in diversi paesi europei come Regno Unito, Spagna, Francia, ecc. I positivi al virus crescono in modo esponenziale passando in un mese e mezzo da 20 milioni (10 agosto) agli oltre 33 milioni di oggi (5 milioni sottostimati ogni 15-20 giorni!). In questo stesso periodo di agosto-settembre a livello globale i morti, con più di 1000 decessi in un giorno, sono passati da 700000 ad un milione (anche questi probabilmente sottostimati).

Preoccupante è la situazione dei paesi Europei (oltre 5 milioni e mezzo di contagiati) con un forte aumento dei contagi specialmente in Spagna arrivati oggi ad oltre 700000, UK con oltre 400000, Francia con oltre 500000, Germania con oltre 250000, Italia con oltre 300000, ecc. In alcuni di questi paesi non si escludono nuovi lockdown locali o più vasti.

Sembra di essere ritornati ai mesi di marzo e aprile quando in Spagna, Inghilterra e forse anche da noi nei momenti di picco epidemico i sanitari erano costretti, per la carenza di posti in terapia intensiva, a scegliere chi ricoverare o meno in rianimazione. In vari ospedali di Marsiglia dei medici dicono che non possono più gestire pazienti Covid a scapito degli altri malati (oncologici, cardiopatici, ecc.) che necessitano di terapie appropriate ed interventi chirurgici e quindi anche di rianimazione e terapia intensiva.

E, come nei primi mesi dell’era Covid-19 (pare ritardata dagli ultimi mesi del 2019 al 2020 per gravi carenze informative della Cina e della stessa OMS), si potrebbe arrivare forse ad un passo dal collasso dei sistemi sanitari nazionali e regionali, specialmente quelli centrati su ospedali ma carenti di medicina comunitaria e territoriale. E ritorniamo all’inizio di questa tragedia quando, come associazione @itim, abbiamo subito detto che in questa pandemia, come in tutte le emergenze e sorveglianze epidemiologiche, il problema sia la prevenzione ed il monitoraggio della malattia ovvero controllare la diffusione del virus e l’aggravamento dei pazienti colpiti e a rischio di coronavirus, come anziani e disabili con patologie croniche.

Si va dicendo che ora siamo più preparati (anche se qualcuno ancora è del parere che il virus ha perso la sua carica in quanto non si vedono malati in terapia intensiva, come se dovessero tutti aggravarsi!), ma non essendoci una cura efficace ed ancora un vaccino sicuro l’unica cura è la riduzione drastica del rischio che è dato dai contatti interpersonali. Per cui mascherine, distanziamento fisico, igiene e tracciamento, per evitare nuovi lockdown generalizzati, sono le condizioni necessarie anche se non sufficienti a circoscrivere l’epidemia. E le persone contagiate (asintomatiche e non) e i malati di Covid devono essere curati e controllati. E ciò si può fare rafforzando le strutture ospedaliere e soprattutto quelle sanitarie della medicina di base e dell’assistenza domiciliare, ricorrendo ed aumentando sempre più l’uso delle reti telematiche, dei sistemi digitali e dei servizi di telemedicina. Solo così si può fronteggiare il virus ed assistere meglio i pazienti Covid: occorre distinguere e differenziare la diagnosi grazie a televisite e telemonitoraggi, anche domiciliari, di parametri clinici come febbre, temperatura, SpO2, peso, ecc.

Questi sistemi e servizi di teleassistenza sanitaria, ora più che mai, devono particolarmente finanziati ed entrare a regime come parti integranti di una Sanità riorganizzata e coordinata a livello locale, regionale, nazionale ed internazionale in particolare europeo.

Solo così si può avere un vero sistema sanitario integrato a rete con vari livelli di assistenza, diagnosi, cura e riabilitazione ed i pazienti possono essere così assistiti bene in base anche al livello di gravità del rischio Covid. Cioè differenziando meglio i pazienti lievi e medio gravi da quelli più gravi, in modo da fornire le terapie idonee in ambulatorio, in reparto ma anche a casa dove si possono assistere e curare i primi ed invece ricoverare i secondi. In tal modo si potrebbe ridurre l’ospedalizzazione e la pressione sulle terapie intensive. Che resta il problema principale di una eventuale nuova ondata di contagi anche per l’arrivo dell’influenza invernale (l’R0 ora è ancora sotto 1 e se dovesse aumentare di molto, nonostante l’aumentato numero di terapie intensive, il sistema non sarebbe in grado di far fronte al numero di malati).

Quindi telemedicina, telemonitoraggio e saturimetri a casa dei malati e così, oggi più preparati e consapevoli di ieri, possiamo contribuire a contenere gli effetti nefasti della pandemia.

Ciò, con alcuni colleghi, l’abbiamo scritto a marzo in un contributo pubblicato sul British Journal of Medicine e lo ribadiamo ancora oggi con questo paper sulla rivista

Journal of Global Health (Q1 in Health Poplicy e 2,3 IF),

di cui al seguente link:

http://www.jogh.org/documents/issue202002/jogh-10-020371_AU.pdf

Cari saluti

Francesco Sicurello (presidente @itim/iitm)

CROSS e Dipartimento di Protezione Civile. Di che si tratta?

Nei comunicati stampa e negli aggiornamenti quotidiani, sentite spesso il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, che nomina la CROSS. In questo  articolo vi spieghiamo cosa è, e perchè è così importante.

In Italia attualmente esistono 2 CROSS
Sono ubicate presso le centrali operative 118 di  Torino e Pistoia- Empoli

Le 2 sedi si trovano in regioni che non sono confinanti tra di loro, per garantire che in caso di catastrofe o grande evento che coinvolga una delle 2 regioni, l’altra non sia direttamente coinvolta e quindi immediatamente operativa.

Questo è anche il motivo per cui per la gestione della pandemia del corona virus è stata attivata la CROSS di Pistoia – Empoli, situata in una regione non confinante con le zone dei primi focolai (Lombardia) che confina con il Piemonte (sede della Cross di Torino) ma non con la Toscana (sede di quella di Pistoia -Empoli)

CROSS è l’acronimo di Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario
Il suo compito è di coordinare i soccorsi sanitari urgenti in caso di catastrofe nazionale, compito che viene svolto tramite i Referenti Sanitari Regionali (RSR) per le grandi emergenze.

QUANDO VIENE ATTIVATA LA CROSS?

Il compito della Protezione Civile non è solo di intervenire per gestire l’emergenza, ma anche di fare prevenzione.

In caso di “eventi”, anche prima che venga dichiarato lo stato di emergenza, il Dipartimento di Protezione Civile può pre allertare l’una delle due CROSS e disporne l’effettiva attivazione in caso di necessità.

La CROSS dovete immaginarla come uno spazio operativo con degli operatori e delle postazioni dotate di computer, e una zona con una unità di crisi/sala riunioni.

COSA FA LA CROSS

Riceve dal Referente Sanitario Regionale della zona colpita tutte le informazioni in modo da capire quali sono le necessità della regione.

Una volta capite le necessità, raccoglie informazioni dalle altre regioni, limitrofe e non, per capire se queste possono offrire risorse sanitarie

Coordina le risorse sanitarie messe a disposizione e l’eventuale evacuazione.

FACCIAMO UN ESEMPIO PRATICO

Alla notizia dell’evento, la Lombardia attiva la Funzione Sanità del dipartimento di Protezione Civile (DPC- SAN).
Il DPC attiva la CROSS.

La CROSS: contatta il referente sanitario regionale della Regione/PA colpita (la Lombardia in questo esempio),  preallerta i Moduli Sanitari Regionali, raccoglie disponibilità di posti letto ospedalieri (mezzi e Elicotteri 118 delle altre Regioni/PA.) Ovvero fa un vero e proprio censimento. Quanti posti letto ha a disposizione la Puglia, la Toscana e via via tutte le regioni.

DPC se necessario preallerta i Moduli Sanitari di FFAA (Forze Armate) e delle AAVV (Associazioni di Volontariato)

A questo punto la CROSS (ovvero lo Stato) sa quante sono le risorse disponibili.
La palla ora passa alla regione in cui c’è l’emergenza. Se questa richiede l’intervento:

La CROSS mobilita direttamente le risorse sanitarie delle altre Regioni  e il DPC SAN mobilita risorse sanitarie di FFAA e AAVV

Se la Lombardia ha necessità di 3 unità di terapia intensiva, e di 2 posti letto di malattie infettive, la CROSS sa chi può fornire tale assistenza (dislocando ad esempio un paziente in Veneto, 2 in Basilicata etc.)

Il censimento della CROSS viene effettuato giornalmente o anche più volte al giorno in caso di necessità

La CROSS inoltre invia periodici rapporti alla Funzione Sanità DPC su:

– Bilancio vittime e danni di interesse sanitario.

– Risorse sanitarie richieste, attivate e stato operativo

– Attività sanitarie in corso

Se avete domande o argomenti che volete approfondire, scriveteceli nei commenti.

Aprile 2020 – Corso GSVES Guida Sicura Veicoli Emergenza Sanitaria per autisti di ambulanza

Corso GSVES per autisti di ambulanza

A chi è rivolto

Il corso GSVES è rivolto a tutti coloro che vogliono imparare le tecniche per la conduzione dei mezzi di soccorso e ambiscono a diventare autisti di ambulanza (autisti soccorritori).

I corsi si svolgeranno i giorni 16-17-18 Aprile presso GOODFOR LAB (Bitonto (BA))
Il corso prevede 2 sessioni, una teorica e una pratica. Al termine di ogni sessione sarà svolto un test per valutare le competenze acquisite.

La sessione teorica ha una durata di 2 giorni. La sessione pratica di un giorno, con esercitazione pratica a bordo di ambulanze ed esame finale su percorso.

Gli aspiranti autisti soccorritori/autisti di ambulanza riceveranno un manuale redatto dal CO.E.S.

Il corso è a numero chiuso.
Raggiunto il numero massimo di partecipanti non sarà più possibile accettare nuove iscrizioni.

PROGRAMMA, INFO E COSTI

Per scaricare e leggere il programma del corso GSVES con info e costi, clicca qui.

Per avere maggiori informazioni sul percorso da seguire per diventare autisti soccorritori ti suggeriamo di leggere questo articolo. Troverai tutte le informazioni di cui hai bisogno. Leggi la guida per diventare autista di ambulanza

 

RINNOVO BLSD SCADUTO: quando devo eseguire il rinnovo del mio brevetto?

fac simile di un attestato blsd scaduto da rinnovare

Se stai leggendo questo articolo probabilmente in passato hai conseguito un attestato di BLSD e adesso, a distanza di qualche mese, hai necessità di rinnovarlo. In questo articolo troverai le informazioni per capire come effettuare il rinnovo di un attestato BLSD scaduto.

OGNI QUANTO VA FATTO IL RINNOVO DELL’ATTESTATO BLSD?

Un brevetto blsd si considera scaduto dopo di 2 anni esatti (24 mesi) dalla data di rilascio.
Se avete seguito, ad esempio, il corso il 20 febbraio 2021, il vostro attestato andrà rinnovato entro e non oltre il 20 febbraio 2023, cioè esattamente 2 anni dopo la data di rilascio che dovrebbe essere riportata sul vostro attestato.

Se siete in possesso di un’attestato rilasciato dalla società scientifica Salvamento Agency puoi controllare tu stesso se il tuo attestato è in corso di validità, visitando il Sito di Salvamento Agency

Questa tempistica, ovvero i 2 anni, vale a prescindere dall’ente che vi ha rilasciato il brevetto blsd, che sia IRC, Salvamento, AHA, etc).
Qualsiasi attestato di BLSD vale 24 mesi.

RINNOVO BLSD SCADUTO: QUANTO DURA IL CORSO?

Il corso di aggiornamento ha una durata di circa 3 ore, rispetto alle 5 ore necessarie per svolgere il corso intero (in caso di BLSD laico).
Oltre alla durata inferiore, anche il costo è più basso. Per tale motivo, ovvero risparmio di tempo e denaro, è opportuno ricordarsi di rinnovare il proprio attestato prima della sua scadenza.

Inoltre, per le aziende o associazioni che hanno l’obbligo di avere un defibrillatore, è importante essere in regola con le attestazioni per non incorrere in multe e sanzioni. Riguardo agli obblighi legati al defibrillatore ti suggeriamo questa guida qui.

Una volta trascorsi i 2 anni dalla data di emissione dell’attestato bisognerà necessariamente partecipare al corso completo (5 ore).

Tutti i partecipanti ai nostri corsi, un paio di settimane prima della scadenza ricevono una mail dove viene loro ricordato che l’attestato è in scadenza. In questo modo potranno organizzare per tempo la sezione per il rinnovo.

Se il tuo BLSD è scaduto o hai necessità di frequentare il corso puoi scaricare il programma del corso BLSD cliccando qui.

Per altre informazioni puoi contattarci via mail all’indirizzo INFO@GOODFORLAB.IT oppure compilando il modulo  apposito che troverete cliccando qui.

QUANDO SI CHIAMA IL 118?

Quando si chiama il 118?

A molti sarà capitato di chiamare il 118 per chiedere aiuto, ma non tutte le telefonate che vengono effettuate però “sono da 118”, cioè non andrebbero fatte. Con questo articolo proviamo a rispondere alla domanda “quando si chiama il 118?”

È giusto chiamarlo 118?

Uno dei grossi problemi è stato sdoganare il suo nome, chiamandolo semplicemente 118.
Il nome completo è SISTEMA DI EMERGENZA E URGENZA 118.

Già solo leggendo il nome così come lo abbiamo scritto si capisce che è un sistema che si occupa di emergenza e urgenza. Quindi alla domanda: quando si chiama il 118, la risposta sarà: quando siamo di fronte ad un’emergenza o ad un’urgenza.

DIFFERENZA TRA EMERGENZA E URGENZA

L’emergenza è una condizione tale per cui un soggetto si trova in pericolo di vita, ed è una condizione tempo dipendente. Ovvero più tempo passa prima che tale persona venga soccorsa, meno sono le probabilità di salvarla. In caso di emergenza è opportuno chiamare il 118.

L’urgenza invece è meno grave dell’emergenza, ma è una condizione per cui non c’è un immediato pericolo di vita, ma è una condizione che se non trattata, col tempo potrebbe diventare critica e magari trasformarsi in una emergenza. Anche in questi casi si deve chiamare il 118.

Purtroppo non è così che funziona la realtà.
Prendiamo come esempio le statistiche delle chiamate ricevute dal 118 di Bari nel mese di maggio 2019.

Nel mese di maggio sono arrivate 27.450 telefonate.
Di tutte le telefonate ricevute quelle che si sono “trasformate” in intervento di un mezzo sanitario sono state 9.443

Una volta giunto sul posto l’equipaggio, dei 9.443 interventi, 4.751 si sono rivelati codici bianchi o verdi (1155 e 3596). Ovvero il 53% degli interventi era per pazienti che non avevano nulla o non avevano alcun tipo di gravità.

LE AMBULANZE NON BASTANO

I numeri che avete letto prima sono abbastanza chiari. Il risultato è che spesso le ambulanze sono utilizzate in maniera impropria. Cioè quando non c’è ne un’urgenza ne tanto meno un’emergenza. Questo si traduce in un grosso problema. C’è il rischio che quando chiamate il 118 per una VERA emergenza (un’arresto cardiaco), quell’ambulanza è stata chiamata ed inviata dove c’è una persona che è in codice bianco o verde.

MA ALLORA QUANDO SI CHIAMA IL 118?

Quando una persona a noi vicina, un nostro caro, o anche uno sconosciuto, ha un problema di salute, grande o piccolo che sia, è normale farsi prendere dal panico, e telefonare per parlare con qualcuno che può aiutarci è di gran conforto.

La telefonata al 118 è giusto farla, è concessa. L’importante è non mentire, ovvero non descrivere una situazione più grave di quanto non sia, perchè così togliete risorse a chi ha realmente bisogno di aiuto.

Ed è giusto ricordare che il 118 non ha una corsia preferenziale al pronto soccorso.
Per approfondire l’argomento 118 e pronto soccorso ti suggeriamo di leggere questo articolo: Il 118 mi da la precedenza in pronto soccorso?

BLSD BAGNINO DI SALVATAGGIO: LA GUIDA

BLSD PER IL BAGNINO DI SALVATAGGIO

Quella del bagnino è un’attività di soccorso ma sopratutto di salvataggio. Tra i vari requisiti, oltre a quello di salvamento, c’è quello di possedere il brevetto di BLSD.

 
 
BLSD E BAGNINO

Con BLSD si intendono le manovre da mettere in atto in caso di arresto cardiaco. Per un bagnino diventa fondamentale essere addestrato a all’esecuzione di queste manovre, perchè si trova ad operare in un contesto in cui le ambulanze potrebbero avere difficoltà a raggiungere in tempi brevi ( isolamento delle spiagge, qualità delle strade da percorrere, intenso traffico che rallenta l’arrivo dei mezzi, etc.).

Un soggetto in arresto cardiaco va incontro a danni cerebrali in pochi minuti se non soccorso in tempo, e per tale motivo il soccorso deve essere tempestivo ed efficace.

DOTAZIONE DEL BAGNINO DI SALVATGGIO

Gli stabilimenti balneari hanno una dotazione di base obbligatoria da detenere. Parte di questa dotazione è destinata al soccorso e il suo utilizzo è di competenza del bagnino che o utilizzerà durante le manovre di blsd, e si tratta principalmente di:

  1. Defibrillatore;
  2. Pocket mask;
  3. Pallone ambu;
  4. Bombola di ossigeno;

Questa dotazione è fondamentale per un soccorso ben fatto, e i bagnini di salvataggio devono essere in grado di utilizzarle rapidamente, sia per prestare loro stessi soccorso, sia per far trovare una situazione ottimale ai soccorritori quando arriveranno sul posto.

Quale brevetto BLSD deve conseguire un bagnino?

Esistono 2 tipi di brevetto: laico e sanitario.

Quello laico è destinato a chi non si occupa di soccorso come attività lavorativa, ma vuole imparare come soccorrere un soggetto in arresto cardiaco. È rivolto alle aziende, scuole, palestre, comuni cittadini, etc.

Quello sanitario è rivolto a chi invece si occupa di emergenza e soccorso, quindi medici, infermieri, personale sanitario, volontari 118.

E il bagnino?
Il bagnino può frequentare entrambi i corsi. Quindi quello laico può andar bene.

Nel corso sanitario però, si impara anche ad usare la pocket mask o il pallone ambu, che come anticipato prima, fanno parte della dotazione presente all’interno degli stabilimenti balneari.

BLSD BAGNINO: CONCLUSIONE

La legge non specifica quale brevetto  a attestazione possedere. Sono entrambe valide.

Sicuramente partecipare ad un corso sanitario dà una conoscenza più approfondita di tutti gli strumenti che il bagnino potrà utilizzare durante la sua attività lavorativa

Puoi leggere il programma del corso cliccando qui.

 

Cosa fare in caso di ustione?

Cosa si fa in caso di ustione?

L’ustione è uno degli incidenti domestici o lavorativi più pericolosi, che spesso lascia un segno indelebile sulle vittime di questo tipo di trauma. Ma come si interviene?

Cosa è un’ustione?

È una lesione causata dal calore, che coinvolge la cute e nei casi più gravi raggiunge i tessuti. Spesso è legata all’immagine del fuoco, ma la causa può essere un liquido bollente, sostanze chimiche, vapore, corrente elettrica e anche l’esposizione al sole.

La pericolosità di un’ustione dipende dall’estensione di questa e dalla profondità. Con “scottature localizzate” si intendono ustioni non superiori al 20% nell’adulto e del 15 % in età pediatrica.

Il pericolo maggiore in caso di ustioni sono l’insorgere delle infezioni e la disidratazione. Il paziente ustionato infatti perde molti liquidi che andrebbero immediatamente rimpiazzati ed è a rischio setticemia, ovvero un’estesa infezione dovuta alla mancanza della prima barriera di difesa dagli agenti infettanti, ovvero la pelle, distrutta dall’ustione.

Grado dell’ustione

Distinguiamo 3 tipi di ustione in ordine di gravità

  • Primo grado: coinvolge lo strato più superficiale dell’epidermide. I sintomi sono arrossamento, gonfiore, e forte bruciore. Nel giro di una settimana guariscono.
  • Secondo grado: scendono più in profondità raggiungendo il derma. a seguito di quest tipo di ustione si manifestano delle bolle chiamate flittene. Fondamentale è non rompere le flittene, nonostante il bruciore. Guariscono in un paio di settimane, quelle più gravi necessitano di più tempo e potrebbero lasciare delle cicatrici
  • Terzo grado: sono ovviamente quelle più gravi, poichè l’ustione è arrivata in profondità coinvolgendo i tessuti (strati adiposi, muscolari fino alle ossa). Contrariamente a quello che si possa pensare, non causano dolore perchè le cellule nervose responsabili dello stimolo doloroso sono anch’esse state distrutte. Si formano le “escare”, delle macchie nere con croste.

Come intervenire

COSA FARECOSA NON FARE
Rimuovere gioielli etc, e rimuovere i vestiti senza farli entrare in contatto con la zona lesionata.Non togliere gli indumenti che sembrano attaccati alla pelle
Lavare con acqua corrente  se l’ustione non è di tipo chimico. Alcune sostanze reagiscono in maniera esplosiva con l’acqua. (Calce viva, acido solforico, etc)Non bucare le bolle (flittene) se si sono create. Potrebbe aumentare il rischio di infezione.
È frequente l’ipotermia, perciò è opportuno coprire l’ustionato, mantenendolo in posizione supina, evitando il contatto con le zone ustionate.Non somministrare farmaci o far bere l’infortunato, non utilizzare rimedi “della nonna”, (olio, dentifricio, ghiaccio).

Non sottovalutate mai qualsiasi tipo di ustione e rivolgetevi al vostro medico, e per quelle di primo grado utilizzati prodotti ad hoc, chiedendo al vostro farmacista.

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