Corso BLSD gratis: 5 cose da sapere prima di partecipare

State pensando di partecipare ad un corso blsd gratis o che magari ha un costo davvero irrisorio.
Ma l’attestato che riceverete siete sicuri sarà riconosciuto dalla vostra azienda o se lo presenterete come documentazione in un bando di concorso verrà ritenuto valido? Abbiamo creato questo elenco per aiutarti a capire se il corso è valido o è fuffa.

manichino blsd laerdal
Manovra di iper estensione del capo

Centro di formazione accreditato per i corsi BLSD

Un corso BLSD, per essere valido e riconosciuto deve essere erogato da un centro di formazione accreditato presso la regione di appartenenza. Non è un obbligo essere accreditati. Potrete trovare dei corsi di BLSD gratuiti, erogati anche da istruttori preparati. Ma se questi istruttori non sono iscritti ad un centro di formazione accreditato, come GOODFOR LAB ad esempio, gli attestati che riceverete non avranno validità.

Materiale didattico

Le società scientifiche più importanti (Salvamento Agency, American Hearth Association, IRC, etc) prevedono che ai partecipanti al corso venga consegnato del materiale didattico, come ad esempio un manuale cartaceo con tutta la teoria che viene presentata durante il corso. Questo materiale ha un costo.
Assicuratevi che la consegna di questo materiale sia prevista. Se il corso blsd è gratis, le spese di acquisto dei materiali chi le ha sostenute?
Qualcosa non quadra.

Istruttori

Informatevi su chi sarà l’istruttore, che esperienza ha. Detto questo, un istruttore BLSD non è per forza un sanitario. Può essere una persona che ha seguito un percorso formativo che lo ha abilitato all’insegnamento di queste tecniche

Programma del corso BLSD gratis

Molto importante è la durata del corso BLSD. La durata del corso è stabilita a livello nazionale e regionale. Un corso BLSD non dura meno di 5 ore, (8 ore per i corsi blsd per il personale sanitario). Ed è suddiviso in parte teorica e parte pratica (la pratica richiede la maggior parte del tempo del corso). Informatevi sulla suddivisione del corso e sugli argomenti (blsd, uso del defibrillatore, manovre di disostruzione pediatrica).

Costo del corso BLSD

Sembra una sciocchezza, tuttavia il prezzo del corso può aiutarvi a scegliere correttamente il corso da seguire. Per erogare un corso di questo tipo, devono essere acquistate delle matricole, i materiali didattici (dai 10 ai 20 euro), la strumentazione per il corso, le tasse, i costi di accreditamento. Corsi eccessivamente economici potrebbe voler dire che da qualche parte si sta andando a risparmiare, e tutto ciò potrebbe compromettere la validità del corso.

Conclusione

Partecipare ad un corso blsd gratis è molto allettante, ma non sempre possiamo essere sicuri che l’attestato che riceveremo sia valido. Qualora fosse cos’ avremo perso solo del tempo, e dovremo seguire un altro corso a pagamento, ma riconosciuto, perdendo altre ore della nostra giornata. Per questo vi invitiamo ad affidarvi a professionisti o quanto meno a informarvi in maniera approfondita sui dettagli del corso. È un vostro diritto
Sul sito della Regione trovate gli elenchi dei centri accreditati. Cominciate consultando quell’elenco.

Se avete bisogno i informazioni scriveteci una mail, cliccando qui.

Se il tuo attestato BLSD è scaduto, ti consigliamo di leggere questo articolo.

Aprile 2020 – Corso GSVES Guida Sicura Veicoli Emergenza Sanitaria per autisti di ambulanza

Corso GSVES per autisti di ambulanza

A chi è rivolto

Il corso GSVES è rivolto a tutti coloro che vogliono imparare le tecniche per la conduzione dei mezzi di soccorso e ambiscono a diventare autisti di ambulanza (autisti soccorritori).

I corsi si svolgeranno i giorni 16-17-18 Aprile presso GOODFOR LAB (Bitonto (BA))
Il corso prevede 2 sessioni, una teorica e una pratica. Al termine di ogni sessione sarà svolto un test per valutare le competenze acquisite.

La sessione teorica ha una durata di 2 giorni. La sessione pratica di un giorno, con esercitazione pratica a bordo di ambulanze ed esame finale su percorso.

Gli aspiranti autisti soccorritori/autisti di ambulanza riceveranno un manuale redatto dal CO.E.S.

Il corso è a numero chiuso.
Raggiunto il numero massimo di partecipanti non sarà più possibile accettare nuove iscrizioni.

PROGRAMMA, INFO E COSTI

Per scaricare e leggere il programma del corso GSVES con info e costi, clicca qui.

Per avere maggiori informazioni sul percorso da seguire per diventare autisti soccorritori ti suggeriamo di leggere questo articolo. Troverai tutte le informazioni di cui hai bisogno. Leggi la guida per diventare autista di ambulanza

 

Corso Guida Sicura Veicoli di Emergenza per Autista Soccorritore

GSVES –CORSO PER AUTISTA SOCCORRITORE

Ultimo appuntamento del 2019 con il COES Italia.
Corso GSVES – Guida Sicura dei Veicoli di Emergenza Sanitaria.
Per scaricare il programma clicca qui.

Per iscriverti e partecipare clicca qui, troverai il modulo di iscrizioni da compilare e inviare. Iscriviti

Ecco i dettagli del corso

Quando

26-27-28 Settembre 2019

Durata

3 giorni con inizio alle 8.30 fiano alle 17.30

Dove

GOODFOR LAB – SP 231 km. 2.5 (EX SS 98) Bitonto (BA)
Per visualizzare la mappa clicca qui

Iscrizione

Per partecipare è necessaria l’iscrizione.
Per iscriversi compilare il modulo che troverete cliccando qui. I posti sono limitati.

Cos’è il PEIMAF

COSA È IL PEIMAF?

Gli ospedali, dove sono presenti i DEA (dipartimento di emergenza -urgenza e accettazione) sia di 1° che di 2° livello in collegamento con il servizio di emergenza urgenza 118, sono struttura portante dell’emergenza in caso di disastro. Le direzioni sanitarie di queste strutture elaborano 3 piani, di cui ogni ospedale deve essere dotato, e sono:

  • PEI: Piano di Emergenza Interno
  • PEVAC: Piano di Evacuazione
  • PEIMAF: Piano di Emergenza Interna per il Massiccio Afflusso dei feriti

In questo articolo esamineremo il PEIMAF

PEIMAF: Capiamo meglio di cosa si tratta.

PEIMAF è l’acronimo di Piano Emergenza Interno Massiccio Afflusso di Feriti, e si attua quando si verificano determinate circostanze, che vedremo più avanti, tali per cui presso uno o più ospedali, a seguito di una maxi emergenza, giungeranno molti feriti, spesso traumatizzati, che andranno a scombussolare la normale attività di un ospedale.

Il PEIMAF è un fascicolo contenente un insieme di disposizioni organizzative e procedurali che consente ad un ospedale di fronteggiare una maxi-emergenza, con l’obiettivo di mantenere uno standard elevato per il trattamento dei pazienti coinvolti nell’incidente, paragonabile a quello che viene erogato ad un paziente in un giorno ordinario.

Il PEIMAF si può suddividere in 2 fasi

  • la fase di pianificazione
  • la fase di attuazione

FASE DI PIANIFICAZIONE

In questa fase è importante capire quali sono i rischi che possono incombere sull’ospedale.

Si parte da una valutazione interna dei rischi ovvero la vulnerabilità dell’ospedale, cioè si valuta la struttura.
Se è vecchia o nuova, se c’è carenza di personale e quindi poco organico o c’è un’adeguata presenza di sanitari, e ancora se il personale è formato alla gestione di un certo tipo di eventi.

La vulnerabilità va ad analizzare i punti deboli interni all’ospedale, in termini strutturali, di personale, materiale e tecnologie disponibili.

Si passa poi ad un analisi dei rischi esterni, come ad esempio la localizzazione geografica e i rischi legati a quel territorio (zona sismica, rischio idrogeologico) o la presenza di area ad alto rischio (industrie chimiche, petrolchimiche) presenza di particolari infrastrutture (porti, porti mercantili, aeroporti, stadi, basi militari o palazzi del governo in caso di attentati).

Massima capacità ricettiva

Si va poi a valutare la massima capacità ricettiva, cioè la capacità di un ospedale di mobilitare risorse aggiuntive rispetto a quelle ordinarie. Ovvero, sotto stress, attingendo ad altre risorse disponibili nell’immediato o in breve tempo (in termini di personale e apparecchiature) quanti pazienti in più si possono accogliere, sempre mantenendo uno standard qualitativo di trattamento per il paziente.

Si valuta il minimo standard per l’assistenza di un paziente (ventilatore polmonare, monitor, presa ossigeno, carrello emergenza, un trauma team, etc.) e si vanno a contare quante di queste dotazioni minime sono disponibili o reperibili immediatamente, per capire la massima capacità ricettiva.

Oltre questo c’è tutta una serie di valutazioni da fare e di azioni da predisporre.
Con STUFF si indicano materiali, strumenti, farmaci, altro materiale di consumo e materiale di conforto. Ad esempio va considerato l’esaurimento delle scorte dei principali farmaci e le modalità per un rapido approvvigionamento. Ogni ospedale dovrebbe avere una scorta intangibile a cui attingere solo in caso di necessità.

Bisognerà predisporre una zona per i codici neri, o per l’accoglienza dei parenti. Queste solo per citarne alcune.

Queste sono alcune delle analisi che vengono fatte in fase di pianificazione del PEIMAF.

FASE DI ATTUAZIONE

Suddividiamo questa fase di attuazione del PEIMAF in

  1. Allertamento
  2. Attivazione
  3. Trattamento
  4. Normalizzazione
  5. Revisione

Allertamento

L’ospedale in questione viene allertato, poiché a breve arriveranno i pazienti coinvolti nell’incidente e  viene fornito un codice che al suo interno contiene informazioni di massima sul tipo di incidente.

Esempio: viene fornito il codice T2UX
Ogni lettera e numero indica un preciso elemento:

  • T indica Incidente che ha portato ad avere pazienti traumatizzati
  • 2 indica che è coinvolto un numero da 16 a 50 persone
  • U indica che c’è una prevalenza di patologia da ustione
  • X indica che è avvenuto il rilascio di sostanze tossiche contaminanti

Attivazione

A questo punto entra in gioco la figura dell’HDM ovvero l’hospital disaster manager, che a seconda della situazione potrà decidere di restare in stand by perchè magari l’ospedale è in grado di gestire la situazione normalmente, o può decidere di attivare il PEIMAF attivando inoltre l’unità di crisi, e procedndo con tutte le indicazioni riportate sul PEIMAF, come ad esempio richiamando il personale reperibile, e in coordinamento con la centrale operativa 118 farà un conteggio delle sale operatorie disponibili.

Trattamento

Una volta attivato il PEIMAF, che ha mobilitato persone, apparecchiature, posticipato operazioni non urgenti per fare spazio ai codici rossi, inizia la vera e propria attività sanitaria, con l’ospedalizzazione dei feriti che passeranno dal triage e trattati in ordine di priorità.
È bene ricordare che un primo triage potrebbe essere già stato effettuato in contesto extra ospedaliero, magari all’interno di un PMA allestito nei pressi dell’evento

In base al numero di pazienti, può accadere che l’ospedale si renda conto di non essere in grado di gestire l’emergenza e verranno attivati altri ospedali, che a loro volta, se necessario potrebbero attivare il loro PEIMAF.

Normalizzazione

Il personale reperibile è giunto sul posto potenziando lo staff già presente, arrivano approvvigionamenti di materiale e farmaci.
In questa fase l’emergenza è in parte rientrata.

Revisione

Quando l’emergenza è terminata, entro 15 giorni dall’evento i principali protagonisti si riuniscono per fare un debriefing, e si vanno a cercare debolezze o punti critici, per migliorare ulteriormente il PEIMAF.

Conclusione

Il PEIMAF è un insieme di procedure da attivare. Abbiamo omesso molti particolari e molte fasi operative, non si può trattare un argomento del genere in un singolo post.

Senza una formazione adeguata, se gli operatori sanitari non sono a conoscenza dei loro compiti, e delle criticità del della propria struttura ospedaliera o delle risorse di cu idispone, il PEIMAF resterà soltanto un insieme di fogli chiuso in un cassetto.